La gente dorme e i ladri svuotano le case

Torviscosa: i malviventi entrano in tre abitazioni del complesso delle “Colombaie” e rubano gioielli e contanti senza che nessuno si svegli

TORVISCOSA. Raid ladresco nella notte tra sabato 8 e domenica 9 aprile nel complesso residenziale “Colombaie” di via Marconi, a Torviscosa: tre le abitazioni visitate, ma solo in due il colpo è andato pienamente a segno visto che nella terza i malviventi non hanno preso nulla.

Sono stati rubati denaro contante e monili d’oro il cui valore non è ancora stato quantificato. Sul posto per le indagini i carabinieri della stazione di Torviscosa.

I ladri sono entrati in azione di notte, “sfidando” i padroni di casa che erano presenti in tutte le abitazioni e stavano dormendo al piano superiore. È sempre stata utilizzata la stessa tecnica: i ladri, grazie ad appositi attrezzi, hanno rotto il cilindro per l’inserimento della chiave nella porta.

Sono riusciti così a entrare nelle abitazioni dove hanno rovistato dappertutto alla ricerca di denaro contante e oggetti d’oro. Borsette rivoltate, cassetti rovesciati, divani buttati all’aria, mobili aperti. Insomma, un gran caos senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Una volta trovato quello che cercavano, i ladri sono passati all’abitazione successiva. Ma nella terza casa qualcosa nel meccanismo si è inceppato e i malviventi sono riusciti a entrare in casa ma, a quanto sembra dopo una prima ricognizione, non hanno trovato nulla da rubare. Tutto, come dicevamo, senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Amaro il risveglio al mattino, quando gli inquilini hanno trovato la casa sottosopra, avvertendo anche la sensazione di aver subìto una pesante violazione della loro privacy e intimità familiare.

A quel punto hanno chiamato i carabinieri della stazione di Torviscosa, cominciando a controllare cosa mancasse in casa: da una prima verifica sembra che siano spariti denaro contante e monili d’oro, ma le verifiche stanno procedendo.

Sorpresi anche gli altri abitanti delle “Colombaie” (nome dato a queste abitazioni perchè ricordano le casette per i colombi), le tipiche dieci case a schiera costruite dalla Snia per gli operai specializzati nel 1943. Chi si è “salvato” da un lato è contento per «averla scampata bella», dall’altro è comunque preoccupato per l’accaduto e soprattutto perché tutto è successo senza che nessuno si accorgesse di niente.

«Possono entrare in casa nostra e fare quello che vogliono – dice sconsolato uno dei residenti – senza che noi ce ne accorgiamo. Questo ci fa pensare due cose: o sono molto silenziosi o usano qualche spray per far dormire la gente. Certo che non hanno più paura di nulla!».

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