Inverno senza pioggia, l'allarme della Coldiretti: «I raccolti sono a rischio»

Il presidente Dario Ermacora lancia l'allarme siccità, spiegando che si sono rese necessarie le misure di irrigazione straordinarie per i raccolti di orzo e frumento

UDINE. «I raccolti sono a rischio. Le rese dell’orzo e del frumento risultano inferiori agli anni scorsi». Dario Ermacora, il presidente regionale di Coldiretti, non usa mezzi termini per descrivere la scarsità d’acqua e per lanciare l’allarme siccità. Pensa alle irrigazioni straordinarie rese necessarie a marzo e definisce i raccolti di orzo e frumento non più redditizi. «Non si può sostenere il costo delle irrigazioni straordinarie a marzo», aggiunge lasciando intendere che gli andamenti attuali delle precipitazioni costringeranno gli agricoltori a rivedere le tipologie delle colture.

«La mancanza d’acqua che perdura da settimane sta mettendo in crisi le colture verdine: l’orzo, il frumento e la colza. Senza contare che un problema analogo sta emergendo pure per i prati e le coltivazioni di foraggio». Il quadro tracciato dal presidente regionale della Coldiretti è tutt’altro che rassicurante. «In fase di semina - continua Ermacora - la mancanza di umidità pregiudica il germogliamento del seme, c’è il rischio che la nascita delle piantine sia parziale. Se non si riesce a intervenire in tempo, bisognerà riarare il terreno seminato a mais e sperare nella pioggia. Basterebbero precipitazioni contenute per salvare il salvabile».

In questi giorni, infatti, gli agricoltori guardano il cielo e seguono le previsioni meteorologiche sperando nell’annunciato arrivo dei temporali. «Non servono tanti millimetri» ripete Ermacora cambiando tono quando prova a fare una previsioni per i mesi a venire. «Senza riserve d’acqua rischiamo di arrivare all’estate con i livelli delle falde molto bassi. Se sarà così non potremo ricorrere neppure alle irrigazioni di soccorso». Il problema è serio, non a caso tutti auspicano che dopo un inverno secco, l’estate non risulti altrettanto.

L’attuale situazione delle falde è sotto osservazione in tutta la regione. «Il livello di acqua nei bacini è molto bassa - ha spiegato, nelle scorse settimane, anche il presidente provinciale della Coldiretti di Pordenone, Cesare Bertoia -, quest’anno è mancata la neve in montagna». Questo è un altro problema perché gli inverni nevoso sono sempre una buona garanzia per i raccolti.

Al momento, però, nonostante i livelli delle piogge siano di gran lunga inferiori rispetto alle medie stagionali, non viene messa in discussione la portata degli acquedotti che arrivano nelle nostre case. «Le necessità per gli usi potabili sono inferiori a quelli agricoli e non si registrano particolari problemi», sottolinea il direttore del Consorzio di bonifica della pianura padana, Massimo Canali, prima di ribadire: «Allo stato attuale, per l’acqua potabile non si prevedono criticità». Resta il fatto che tutti sperano nell’attività di Giove e Pluvio per cercare di invertire una tendenza che rischia di mettere in serie difficoltà gli agricoltori e i loro raccolti.

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