Musicoterapia per i malati terminali

«Una canzone lo ha risvegliato dal coma». Quante volte abbiamo letto una notizia del genere? Sono i casi ai quali, spesso, affidano le loro speranze i familiari di persone che da anni si trovano in...

«Una canzone lo ha risvegliato dal coma». Quante volte abbiamo letto una notizia del genere? Sono i casi ai quali, spesso, affidano le loro speranze i familiari di persone che da anni si trovano in stato vegetativo. Senza voler alimentare facili illusioni, ma nella consapevolezza di come il valore assistenziale e riabilitativo della musicoterapia sia stato riconosciuto da autorevoli studi, nel nucleo Gca (Gravi cerebro lesioni acquisite) del San Giovanni di Dio – il reparto trasferito nell’ottobre 2015 da Villa San Giusto – partirà in maggio un progetto avviato a suo tempo in via sperimentale proprio nella Casa di riposo dei Fatebenefratelli.

I 9 pazienti ospitati saranno sottoposti – come è stato spiegato ieri in conferenza stampa – a cicli personalizzati di stimolazione musicale e sonora articolati in sedute della durata di circa un’ora, con cadenza settimanale. La realizzazione del trattamento sarà curata dai musicoterapeuti Chiara Maria Bieker e Gianluca Micheloni dell’associazione triestina Aulos, ma il progetto si configurerà come un lavoro d’equipe al quale offriranno il loro contributo medici, infermieri, fisioterapisti e logopedisti. Per quattro pazienti su 9 questo tipo di attività era stata intrapresa già a San Giusto. Per gli altri il trattamento sarà differenziato sulla scorta dei bisogni che emergeranno nella fase preliminare di studio. «Nulla di “magico” – chiariscono i due musicoterapeuti triestini – ma qualcosa che possa, comunque, migliorare la qualità della vita nel tentativo di ripristinare lo stato di coscienza«.

«Quando a mio figlio Marzio – ha detto Nadia Scotti, mamma del goriziano in coma da oltre 11 anni – faccio ascoltare delle canzoni di Baglioni, ha delle reazioni particolari, legate a ricordi e sentimenti». I familiari presenti hanno riconosciuto l’efficienza del nucleo Gca e del personale che vi lavora. Giovanni Pilati, dg dell’Aas2, ha rimarcato l’importanza delle cure ai soggetti più deboli e sfortunati, annunciando la partenza, prima della fine del suo mandato, dell’emodialisi a domicilio. (vi.co.)

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