Il G7 a Taormina impone in Friuli controlli più rigidi ai confini

Dal 10 al 30 maggio sospeso, in parte, il trattato di Schengen. Il ministero dell’Interno invia personale di rinforzo ai valichi

UDINE. Il G7 di Taormina porterà a un rafforzamento dei controlli alle frontiere interne dell'area Schengen, e quindi anche sui confini sloveno e austriaco del Friuli Venezia Giulia. Il nuovo ordine entrerà in vigore a mezzanotte del 10 maggio e rimarrà tale fino al 30 dello stesso mese.

Nella nostra regione arriveranno un'ottantina di uomini delle forze armate per consolidare i controlli, che in ogni caso non porteranno a una sospensione completa dell'accordo sulla libera circolazione, ma a un «rafforzamento» delle misure di sicurezza.

A ricordarlo è stato il profilo Twitter dalla Polizia di Stato, che ha scritto: «G7 Taormina, Disposto il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere», citando la circolare del Dipartimento che ha disposto la sospensione dell'accordo di Schengen.

La decisione è del ministro degli Interni Marco Minniti, e se ne è discusso nelle riunioni che le prefetture regionali hanno avuto con le forze dell'ordine.

A Trieste arriveranno 35 uomini dell'esercito. Ai microfoni della Rai il prefetto Annapaola Porzio ha dichiarato che è stata riconosciuta la specificità del territorio: «La provincia di Trieste è circondata da confini, con la Slovenia, e dal mare. L'aiuto che ci viene dato è molto importante».

A Gorizia arriveranno 20 uomini della Guardia di finanza e 20 militari per presidiare i varchi portuali e aeroportuali. Porzio ha spiegato che i controlli servono a prevenire l'attrazione che il G7 può avere per «alcune frange estreme», dal terrorismo islamico alla contestazione.

Le forze dell'ordine triestine assicurano che non si tratterà tanto di un controllo sistematico di tutte le auto in entrata, quanto di un rafforzamento dei controlli esistenti. Non si attendono quindi, salvo imprevisti, disagi al traffico e alla circolazione transfrontaliera.

Le verifiche interesseranno anche i valichi di frontiera della provincia di Udine. I controlli, che anche in questo caso saranno eseguiti essenzialmente in ingresso Stato, riguarderanno tutti i valichi.

Dalle misure sarà interessato in primo luogo il principale valico di frontiera tra Italia e Austria, a Coccau di Tarvisio, sia sulla statale che lungo l'autostrada. I controlli saranno estesi anche a tutti i valichi secondari con l'Austria, nel Tarvisiano, a Pramollo, a Timau, ma anche quelli con la Slovenia nel Cividalese.

Stesse disposizioni per la provincia di Gorizia dove i controlli saranno eseguiti soprattutto in ingresso in Italia e riguarderanno tutti i valichi di frontiera goriziani, compresi quelli portuali ed aeroportuale.

I dettagli sulle linee strategiche e le modalità con cui i controlli verranno effettuati sono state disposte dal prefetto di Gorizia Isabella Alberti in una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza Pubblica.

In una nota la prefettura «confida nella sensibilità della cittadinanza perché comprenda che gli inevitabili disagi che deriveranno dall'applicazione delle misure di vigilanza e controllo, soprattutto all'aeroporto di Ronchi dei Legionari, saranno compensati dai benefici arrecati alla sicurezza nazionale del Paese in un momento in cui è necessario intensificare i controlli per la prevenzione di eventuali pericoli derivanti dalla minaccia del terrorismo internazionale».

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