Redditi più alti in montagna: l'aumento è di 350 euro l’anno

Moruzzo resta il comune più ricco, Taipana e Lusevera in fondo alla classifica. Colautti (Cisl Alto Friuli): lavoratori e pensionati producono il 70% della ricchezza

TOLMEZZO. Supera a malapena i 19 mila euro, ma il reddito medio dei residenti nei 63 comuni di montagna ha fatto un balzo in avanti di 350 euro in un anno.

La ripresina emerge dalla rielaborazione dei dati resi pubblici dal Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni Irpef 2016 nel comprensorio di riferimento della Cisl Alto Friuli, che va dalla Carnia alla Val Canale-Canal del Ferro, dal Gemonese al San Danielese fino al Tarcentino.

A guidare la classifica dei comuni più benestanti è Moruzzo che stacca nettamente tutti gli altri con la ragguardevole media di 25.500 euro di reddito. Solo San Daniele, Tolmezzo e Fagagna si attestano al di sopra dei 21 mila euro, Tarvisio segue con 20.092 e una dozzina di comuni è oltre i 19 mila euro. Fanalino di coda Lusevera con 14.569, preceduta da Taipana con 14.588 euro e da Forni di Sotto con 14.798.

È di 19.023 euro il reddito medio dichiarato nel 2015 dai 105.601 contribuenti (77,4% sul totale della popolazione) residenti nei comuni del comprensorio Cisl Alto Friuli; un dato inferiore di 1.352 euro (- 6,6%) rispetto a quello della provincia di Udine e di 1.726 euro (- 8,3%) rispetto a quello regionale.

Se si fa il rapporto alla media del 2014, in Alto Friuli si è diventati “più ricchi” di 350 euro (+1,9%), recuperando terreno, per il quarto anno consecutivo, rispetto al 2009, quando il dato medio reddituale era di 19.951.
Le migliori performance di crescita del reddito in assoluto tra il 2014 e il 2015 le hanno fatte segnare i contribuenti di Treppo Carnico (+5,9%), Forni di Sotto (+5,2%) e Ligosullo (+4,7%) scivolano in basso invece i contribuenti di Dogna (-6,7%).

Sono i lavoratori dipendenti (il 32,6% della popolazione) a dichiarare di più con un reddito medio di 21.053 euro (+291 euro rispetto al 2014); i pensionati (il 28,1%) dichiarano 15.028 euro (+212 euro). Gli autonomi raggiungono un reddito medio di 39.804 euro (- 3.274 euro) e sono l’1% della tipologia di contribuente con il record che spetta a Colloredo di Monte Albano (59.906 euro di media).

Per gli imprenditori (2,6% sul totale), la media reddito in contabilità ordinaria è di 33.345 (+3.981 euro nell’ultimo anno) e circa 12.292 euro di differenza rispetto ai lavoratori dipendenti; per chi ha contabilità semplificata si attesta a 20.325 (+1.337 euro), quindi di circa 700 euro inferiori ai lavoratori dipendenti.
A segnare le medie più alte nel primo gruppo sono i comuni di Forni di Sopra, Pontebba e Zuglio con oltre 50 mila euro di media, nel secondo Treppo Grande, Montenars e Dignano.

Ci sono 214 persone che hanno reddito pari a zero; 27.456 contribuenti hanno un reddito complessivo compreso tra 0 e 10.000 euro; 36.637 rientrano nel range compreso tra 15 mila e 26 mila euro; il 20,7% (21.840 contribuenti) dichiara tra i 26 mila e i 55 mila; l’1,4% (1.439 contribuenti) si pone tra i 55 e i 75 mila euro, 958 contribuenti (0,9%) rientrano tra i 75 e i 120 mila euro; 408 contribuenti sorpassano i 120 mila euro, sparsi fra San Daniele, Tolmezzo, Gemona, Tarcento, Fagagna e Moruzzo. I più ricchi (oltre 75.000 euro), sono concentrati fra Tolmezzo 133) e San Daniele (109).

È positivo il commento di Franco Colautti, segretario generale della Cisl Alto Friuli: «Continuiamo a rilevare con soddisfazione un miglioramento generale delle condizioni dei residenti del comprensorio, anche rispetto alle medie provinciali e regionali – osserva – c’è molto da fare rispetto a sette anni fa, periodo coincidente con il picco della crisi, così come disomogeneo si mantiene il rapporto all’interno dei vari comuni del comprensorio. È per questo che, attraverso questa analisi – specifica Colautti – invitiamo gli amministratori e la politica a proseguire nell’opera di miglioramento dei servizi, soprattutto per i territori più disagiati convinti che vivere e lavorare in montagna si può».

«Altro aspetto che emerge dall’analisi – aggiunge il segretario Cisl – è il peso ancora altamente maggioritario che rivestono lavoratori e pensionati all’interno delle tipologie dei contribuenti (essi rappresentano in 39 comuni su 63 oltre il 70% dei redditi dichiarati, con punte dell’82,9% a Preone e dell’81,9% a Rigolato)». Ed è proprio in relazione a queste due categorie, che continuano a soffrire parecchio il peso della crisi, i sindacati chiedono di guardare con maggiore attenzione.

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