Moria di pesci nel Tagliamento, la rabbia dei pescatori: flusso insufficiente

Trasaghis: centinaia di animali morti trovati fra il ponte dell’autostrada e l’abitato di Peonis. Dimezzata la portata del corso d’acqua a valle della presa di Ospedaletto a causa della siccità

TRASAGHIS. La siccità richiede modifiche all’assetto di distribuzione delle acque del Tagliamento, ma a valle della presa di Ospedaletto muoiono alcune centinaia di pesci di diversa taglia e tipologia.

Succede nello specchio d’acqua del fiume in territorio di Trasaghis, localizzato tra il ponte autostradale e l’abitato di Peonis. In quel tratto è comparsa in questi giorni una consistente quantità di pesci morti.

Per i pescatori sarebbe l’esito delle direttive previste dal recente decreto del 20 giugno scorso emesso dalla presidente della Regione, che prevede per quindici giorni il dimezzamento del minimo deflusso vitale del Tagliamento, passando da 8 metri cubi al secondo a 4, alla presa di Ospedaletto.

Tale direttiva sarebbe dovuta alle necessità della situazione di siccità che si sono manifestate in queste settimane.

«È una misura prevista nel piano regionale di tutela delle acque – dice Claudio Polano, consigliere dell’Ente tutela pesca per il collegio Gemona-San Daniele –, ma che stride profondamente con il concetto stesso di deflusso minimo vitale.

Il problema non sono solo gli esemplari di pesci morti trovati in questi giorni, ma il fatto che, venendo a mancare l’acqua per determinati periodi, anche tutta la flora e fauna del fiume in quei tratti si secca perché lo strato di ghiaia sottostante, fa confluire la poca acqua rimasta, nel subalveo».

Dalla presa di Ospedaletto, l’acqua del fiume viene fatta confluire sul canale artificiale Ledra anche per venire incontro alle esigenze del mondo agricolo e dunque è facile pensare che in situazioni di siccità come quelle di queste settimane, non ci sia acqua sufficiente per venire incontro alle esigenze del mondo agricolo, alla produzione di energia idroelettrica (sul canale Ledra sono presenti alcune centraline private), e alla sopravvivenza della flora e della fauna ittica.

Di fronte a ciò, Polano dell’Etp propone di realizzare un bacino artificiale. «A monte dell’attuale presa di Ospedaletto – spiega – c’è una superficie di circa 700 mila metri quadrati, completamente inutilizzata e incolta, ridotta a mero greto del fiume, che allagata non porterebbe danno ad alcuno.

In quell’area sarebbe possibile raccogliere e conservare le acque delle piene, che una volta trattenute, potrebbero essere usate nei periodi siccitosi.

Così facendo sarebbe possibile avere acqua per la saturazione del canale consortile, per garantire una buona e costante portata d’acqua al Tagliamento, garantendone la continuità fino alla confluenza con le acque di scarico del lago dei Tre Comuni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Vellutata di asparagi al latte di cocco

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi