La decisione è ufficiale: Palmanova entra a far parte del patrimonio Unesco  

La notizia è giunta da Cracovia, dove è in corso la 41esima sessione del World Heritage Committee. Grande entusiasmo in fortezza per questa proclamazione che corona un percorso iniziato per il comune della città stellata sei anni fa

PALMANOVA. Palmanova è entrata a far parte del patrimonio dell’umanità. La notizia è arrivata nella mattinata di oggi, domenica 9 luglio, direttamente da Cracovia dove è in corso la 41esima sessione dell’assemblea Unesco.

Grande entusiasmo in fortezza per questa proclamazione che corona un percorso iniziato per il comune della città stellata sei anni fa.

E, infatti, in tarda mattinata - subito dopo la proclamazione - sono cominciati i primi festeggiamenti, in attesa di quelli ufficiali che, con ogni probabilità, saranno organizzati al rientro del sindaco Martines e della delegazione dell'amministrazione comunale da Cracovia.

Palmanova fa parte quindi ora di un sito che riunisce “Le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo”.

Partita come una candidatura a undici, è arrivata al traguardo come un sito che include sei perle a rappresentare i migliori esempi di sistemi difensivi "alla moderna" della Repubblica di Venezia, di terra o di mare.

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Oltre a Palmanova, Bergamo e Peschiera del Garda per l'Italia, Zara e Sebenico in Croazia e Cattaro in Montenegro.

A Cracovia sono presenti il sindaco Francesco Martines, la vicesindaco Adriana Danielis e l’assessore alla valorizzazione dei bastioni Luca Piani, assieme alla responsabile dell’ufficio cultura, Gabriella Del Frate.

Bergamo, capofila del progetto, ha iniziato nel 2008 il percorso di costruzione della candidatura all’Unesco World Heritage List. Nel 2011 Palmanova ha richiesto, ottenendola, l’inclusione della città fortezza nella candidatura per la parte italiana, dopo che la visita della commissione ministeriale ha sancito la valenza storico architettonica delle fortificazioni, supportata anche da un accurato dossier scientifico.

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Negli anni successivi si sono aggiunte anche altre fortezze, andando a comprendere importanti siti fortificati presenti anche in altre nazioni e portando all’elaborazione di una candidatura transnazionale. 

L’iter, complesso e articolato, ha richiesto numerosi passaggi, dossier, valutazioni, sopraluoghi, visite nei paesi partner, incontri. Nel febbraio 2014 la candidatura è stata inserita nella tentative list. 

Nel gennaio 2016 è stata definitivamente approvata e sostenuta come unica proposta italiana. A settembre la visita ispettiva. E ora finalmente l’odierna proclamazione a Cracovia.

La città stellata dunque è ora annoverata, assieme alle altre fortezze partner del sito promosso, tra i beni considerati patrimonio dell’umanità.

E così salgono a 53 i siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Dopo il riconoscimento attribuito a un insieme di dieci antiche faggete italiane per una superficie complessiva di 2127 ettari nel contesto del sito ambientale transazionale delle Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa, la 41° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, in corso a Cracovia, ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco il 53° sito italiano.

Si tratta delle «Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra - Stato di mare occidentale», un sito seriale transnazionale presentato nel 2016 dall’Italia insieme con Croazia e Montenegro all’Unesco a Parigi.

Il sito raccoglie un insieme straordinario dei più rappresentativi sistemi difensivi alla moderna realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato di Terra e lo Stato di Mare.

 

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