Udine, donne in difficoltà: c’è l’aula delle audizioni

Il club Soroptimist di Cividale ha arredato lo spazio per invogliare le vittime a parlare. La presidente Bellinaso: consegniamo questa stanza alla città, è un’iniziativa per il territorio

Sono voci che raccontano storie di sofferenza quelle delle donne vittime di violenze. Voci che troppo spesso rimangono nel silenzio, perché trovare il coraggio di raccontare è difficile. La professionalità e la sensibilità di chi ascolta, quando si denuncia, è fondamentale, ma anche un ambiente accogliente e rassicurante può aiutare. È così che nasce, in Questura, l’Aula audizione, uno spazio riservato alle vittime (donne e minorenni) di maltrattamenti e soprusi. La nuova sala dell’ascolto inaugurata, giovedì 20 luglio, nella sede della questura, è stata realizzata dal Soroptimist club di Cividale nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”, riservato alle donne che hanno subito violenze.

E proprio come Virginia Wolf raccontava nelle pagine dell’omonimo libro, di quanto sia importante per le donne avere uno spazio in cui coltivare diritto, educazione e rispetto, con gli stessi presupposti, ha spiegato la presidente di Soroptimist Luisella Bellinaso, nasce l’aula, tappa di un percorso lungo che ha visto collaborare Questura, enti locali, associazioni e università. «Consegniamo questa stanza alla città – ha detto Bellinaso –, in sinergia e sussidiarietà, offrendo un’iniziativa al territorio e un’idea di continuità».


Luminosa e rassicurante, la sala svolge una funzione che già vedeva impegnato il personale della Squadra mobile, ma ora è stata resa più accogliente per alleviare il trauma della denuncia alle persone. Una scrivania con alcune sedie, un divano e uno spazio di gioco riservato ai bambini: per l’arredamento e la logistica hanno contribuito aziende friulane, tra cui Gervasoni, Calligaris, Fantoni, Proposal, Arte Poli e Cat Friuli, con il supporto della presidenza della Ziu. Le pareti sono arricchite dalle grafiche delle marionette del centro Podrecca di Cividale, comune partner dell’iniziativa, mentre la parete più grande è stata decorata con un murales realizzato dalle tre studentesse del liceo Sello Agnese Mansutti, Miriam Giannullo e Marzia Amelia De Crignis.

«Convincere le persone a confidarsi e avvicinarsi alle autorità è la fase più delicata – ha osservato il questore Claudio Cracovia, ricordando che le richieste di ammonimento per l’anno in corso, già nove in sei mesi, rischiano di superare le 17 dello scorso anno (erano 9 nel 2015) –, e con questa iniziativa vogliamo offrire alle vittime una migliore condizione per uscire allo scoperto. Le azioni di prevenzione e contrasto – ha aggiunto – ci vedono impegnati in prima linea, ma anche il supporto e l’ascolto sono fondamentali». Per il prefetto, Vittorio Zappalorto «un ambiente in cui sentirsi in condizioni psicologiche favorevoli aiuta, e in Questura alle donne viene già riconosciuta una corsia preferenziale», mentre per il procuratore della Repubblica Antonio De Nicolo, nel rimarcare come il 2016 abbia raggiunto le 365 denunce tra stalking e maltrattamenti familiari e ora già si tocchino le 200, «lo spazio aiuterà anche le nostre indagini, dove spesso le donne si pentono e ritrattano».

Accanto agli assessori alle Pari opportunità della Provincia, Elisa Asia Battaglia, di Cividale e Udine, Angela Zappulla e Cinzia Del Torre, che hanno sottolineato l’importanza e la promozione dello spazio, il sindaco Furio Honsell ha aggiunto: «Si pone le condizioni per garantire alle persone più deboli la giustizia, in una città dove l’affermazione di diritti e della dignità è sempre stata fondamentale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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