Francesco l’ha uccisa dopo una lite violenta. La polizia: «Un raptus»

Il dirigente della Mobile: non c’è stata premeditazione. Lui voleva ricucire il rapporto, poi è nata una discussione

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PALMANOVA. Francesco voleva chiarire. Aveva chiesto un incontro con Nadia per cercare di ricucire il loro rapporto. Per questo motivo era andato a prenderla a casa a Vidulis di Dignano e l’aveva poi portata sul greto del Tagliamento. «Non c’è stata alcuna premeditazione – ha spiegato il dirigente della Squadra mobile della Polizia, Massimiliano Ortolan, al termine dell’interrogatorio durato cinque ore –. Semplicemente erano emerse delle problematiche e il ragazzo intendeva risolverle a parole».



Ma così non è stato. «La discussione – ha affermato Ortolan –, da quanto ci è stato raccontato, è iniziata in maniera pacata, poi si è fatta via via sempre più accesa». Forse qualche parole di troppo, un’offesa mal digerita, una rabbia sopita da tempo e sfociata in un raptus, in un gesto d’impeto. Francesco ha messo le mani al collo di Nadia e l’ha strangolata.

Ha detto ai poliziotti che la 21enne era ancora viva, ma che nel tragitto verso l’ospedale di Spilimbergo avrebbe perso i sensi. Preso dal panico avrebbe fatto inversione a U, avrebbe girato in auto per chilometri tutta la notte fino ad arrivare ai confini della Slovenia e, poi tornato indietro, ha maturato la decisione di costituirsi a Palmanova, suonando alle 9.12 al citofono della polizia.

Quello che gli inquirenti dovranno accertare – e sono gli stessi genitori e parenti di entrambe le famiglie a chiederselo – è cosa possa aver spinto Francesco Mazzega a commettere un tale delitto. Come ha precisato Annalisa Mongiorgi, dirigente della polizia stradale di Udine in conferenza stampa «non c’erano precedenti relativi a queste specifiche situazioni.

Nulla di formalizzato. Non si erano mai verificati episodi di violenza e anche i rapporti con i genitori di entrambi i ragazzi sono stati definiti ottimi. Se ci fosse stato qualcosa di più grave sarebbe emerso prima». Nessuno aveva mai sporto denuncia.

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Eppure c’è da chiedersi perché i genitori di Nadia, dopo non aver visto tutta la notte la figlia, pur sapendo che era in compagnia di Francesco, si siano presentati alle 8 del mattino alla caserma dei carabinieri di San Daniele per presentare la denuncia di scomparsa. «Probabilmente – ha proseguito Mongiorgi – c’è stato qualche episodio precedente, che sarà oggetto di nostro approfondimento, che li ha allarmati. Evidentemente qualche situazione non lineare, qualche apprensione legata alla dinamiche di coppia può averli spaventati quando non l’hanno vista».

Tra Francesco e Nadia c’erano 15 anni di differenza e «probabilmente – ha riferito Ortolan – quell’incompatibilità dovuta a una differenza d’età così importante potrebbe aver portato a un’accesa discussione. Lui potrebbe avere subìto questa situazione, mal digerita e aver accumulato nel tempo la rabbia. Se poi ci mettiamo vicino la gelosia e magari la possessività da una parte, e la voglia di essere liberi dall’altra, possiamo capire come si sia arrivati al diverbio». E, quindi, al la molla del folle gesto.

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