L’avanzata di Bain Capital fa tremare 400 aziende

La società americana ha acquistato 385 milioni di sofferenze da Mediocredito Fvg. Alle realtà friulane è richiesto il rientro immediato al 100%, più spese e interessi

UDINE. Bain Capital va all’incasso e 400 aziende del Friuli Venezia Giulia tremano. La company statunitense che, come prima operazione nel settore degli Npl in Italia (i Non performing loans, o crediti deteriorati) ha acquisito 385 milioni di sofferenze da Mediocredito Fvg, attraverso la controllata Aquileia Capital Services (ex Hypo), ha avviato l’operazione recupero. Su livelli ben diversi da quelli di acquisto: la richiesta alle imprese è di rientro immediato al 100%, a cui si sommano spese e interessi. Il valore di acquisto del credito da Mediocredito si era fermato - il dato preciso non è noto - su una percentuale oscillante tra il 20 e il 30%. Per esemplificare, un credito del valore complessivo di 100 mila euro, Bain Capital lo ha pagato a Mediocredito tra i 20 e i 30 mila euro. Tutto ciò che riuscirà a recuperare oltre questa cifra sarà guadagno netto; se non recupererà nulla, l’intero importo andrà inserito tra le perdite.

Quel che è certo è che il colosso Usa non è disponibile a perdere innanzitutto tempo. L’operazione con Mediocredito si è chiusa agli inizi di agosto e alla fine dello stesso mese le prime richieste di pagamento alle imprese sono già arrivate. Il tono pare non essere molto conciliante e chi teme di più sono coloro che, pur tra mille difficoltà, l’impresa continuano a mandarla avanti. A costoro Bain Capital chiede per intero il ristorno del debito. Procedure diverse invece per quelle pratiche in cui il credito non è più esigibile perché, ad esempio, l’impresa è fallita, e allora l’iter è la routine del diritto fallimentare per recuperare il più possibile dalla procedura. Cosa non impossibile evidentemente visto che i mutui di Mediocredito solo solitamente immobiliari.

Nel pacchetto delle sofferenze rilevato da Bain Capital c’è sia questo sia quello. Ci sono gli incagli, posizioni che procedono al rallenty non rispettando le date del piano di ammortamento, e anche le partite a perdere. Ma è questo il contesto del business degli Npl: procedere all’incasso di quanto più possibile per compensare le entrate zero che comunque sono nel pacchetto. E soprattutto farlo velocemente, perché ciò che fa la differenza tra un ricavo e una perdita è il tempo che si impiega per rientrare in bonis o vendere gli immobili. E non va dimenticato che le modifiche alla normativa italiana consentono di accelerare il percorso esecutivo su beni mobili e immobili. E sono cambiati i termini, oggi due anni, per la conclusione delle operazioni di liquidazione in caso di fallimento. Traducendo: beni immobili, capannoni ma anche abitazioni, si pignorano più velocemente.

Complessivamente sono circa 400 le imprese clienti di Mediocredito Fvg che trattengono il fiato di fronte all’avanzata della riscossione portata avanti da Bain Capital. Forse qualcuno sperava che la richiesta fosse in linea con il valore di acquisto degli Npl, il 20/30% del debito. Invece no, non è così. E anche il metodo, probabilmente, è diverso, così come rapidi sono i tempi. Che gli Npl siano un’occasione di business è innegabile, ciò che probabilmente sarebbe opportuno è definire regole di gestione dell’attività di recupero crediti che assegnino tempo ai creditori e spazi di trattativa.

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