Asma e bronchiti, risultati promettenti dalla cura in miniera

L’esito della sperimentazione sulla speleoterapia a Cave del Predil. Gran parte dei bimbi coinvolti ha avuto un netto miglioramento

FUSINE. Nelle viscere della montagna, il sito produttivo di Raibl a Cave del Predil che per molti anni è stato il luogo di lavoro di migliaia di minatori sottoposti a ritmi e condizioni di vita massacranti, vive una trasformazione sorprendente.

Accanto all’attività turistica con le visite guidate (l’accesso è dalla galleria Imperatore Francesco Giuseppe), da quattro anni si sta consolidando il laboratorio di speleoterapia, una sorta di ambulatorio medico che permette, vista la sua particolare collocazione all’interno della miniera, di curare soprattutto bambini che hanno seri problemi dal punto di vista respiratorio, a partire dall’asma.


L’iniziativa è di Mario Canciani, responsabile del reparto di Allergo-pneumologia del reparto di pediatria dell’ospedale universitario Santa Maria degli Angeli di Udine. Una innovazione non recente visto che i primi studi sulla speleoterapia risalgono alla fine dell’Ottocento del secolo scorso da parte di medici austro-ungarici che sono partiti da una evidenza empirica ovvero che gli asmatici e i bronchitici cronici che lavoravano nelle miniere che non producevano polvere, come il carbone, si erano accorti che stavano meglio al lavoro piuttosto che a casa.

«Il meccanismo d’azione - spiega Canciani - dipende dalla combinazione di tre fattori, ovvero la temperatura bassa, l’umidità relativa alta e quella assoluta bassa e la purezza dell’aria. L’aria fresca respirata si adatta alle condizioni corporee nella porzione di conduzione respiratoria, cioè viene riscaldata a 37 gradi centigfradi e umidificata. L’inspirazione della stessa, pura e molto umida presente nelle grotte, facilita il drenaggio del tessuto edematoso dei bronchi e aumenta il lume delle vie respiratorie.

L’umidità relativa di grotte e miniere “fredde” è particolarmente alta poiché in presenza di temperature basse la saturazione (100 per cento del vapore acqueo) viene raggiunta con una quantità d’acqua molto inferiore (umidità assoluta). Questo fattore fisico climatico è uno dei presupposti per l’utilizzo a scopi terapeutici di cavità sotterranee fredde».

Fattori che si incontrano nella miniera di Raibl. Dall’analisi della sperimentazione effettuata su un gruppo di bambini asmatici e bronchitici cronici che hanno effettuato la speleoterapia a Cave del Predil è emerso che «tutti - continua Cancian - hanno migliorato il loro stato clinico e dal secondo giorno non ci sono stati attacchi d’asma a riposo. Due bambini hanno avuto asma da sforzo durante l’attività fisica e le escursioni, con pronta risposta al broncodilatatore.

La spirometria è migliorata in 24 bambini, invariata o normale in 18 e non è peggiorata in nessun bambino. L’ossido nitrico esalato è migliorato in 17 pazienti, è rimasto invariato o normale in 15, peggiorato in 10 pazienti. La temperatura del respiro esalato è migliorata in 15 bambini, peggiorata moderatamente in 2 e rimasta invariata in 25».

«Come da nostri studi precedenti - continua Canciani - è possibile che questa rifletta uno stadio dell’infiammazione più tardivo, che si modifica più lentamente rispetto all’ossido nitrico. L’ossido nitrico nasale è stato valutato in 7 bambini che presentavano una rinite persistente. In tutti i ragazzi il dosaggio è risultato normale, indice di scarsa infiammazione nasale. Pur con 6 sole sedute, vi è stato un miglioramento significativo».

Insomma il programma terapeutico, che consiste nella permanenza all’interno della miniera in base al programma impostato dai medici, funziona. «L’accettazione dei bambini della terapia è stata ottima - conclude Canciani - si divertono e giocano in galleria»: in più - e questo è fondamentale per la loro vita - stanno meglio.

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