Vaccini e genitori contrari, quando l'amore dello Stato conta più del volere di mamma e papà

Lo scrittore Ferdinando Camon è intervenuto sul tema dei vaccini: il caso in questione è quello della mamma di Latisana che, dopo aver portato la bimba all'asilo senza autocertificazione, ha chiamato i carabinieri. "C'è una norma, va rispettata e fatta rispettare", commenta Camon. 

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All’asilo di Latisana hanno chiesto alla madre della bambina, che si presentava per il primo giorno, di mostrare i documenti di vaccinazione: non è soltanto un loro diritto, ma anche un loro dovere. C’è una norma, va rispettata e fatta rispettare. Specialmente se riguarda i bambini: i bambini devono capire che quel che vuole lo Stato vale più di quel che vuole il papà o la mamma. Che se c’è un braccio di ferro (nell’interpretazione o nell’applicazione di una norma) tra famiglia e Stato, o tra Comune e Stato, o tra Regione e Stato, è giusto, per il bene di tutti, che lo Stato vinca, ed è giusto (anche per il bene della famiglia) che il papà e la mamma perdano, che il Comune o la Regione si arrenda. La Regione Veneto lo ha capito la settimana scorsa, e il governatore Luca Zaia ha fatto marcia indietro.

Il problema che è in ballo è la vaccinazione dei piccoli. La vaccinazione impedisce che attecchiscano malattie contagiose, che se attecchiscono restano vive e attive, e possono durare nel tempo e protrarsi alle generazioni future, mentre se vengono debellate spariscono dall’area e la lasciano immune. È una vittoria di tutti per tutti, per i già nati e per i nascituri.

La Comunità Scientifica nazionale e internazionale raccomandano questa pratica, vastamente collaudata e comprovata ed efficace. La Scienza dice che la vaccinazione fa bene, protegge il vaccinato e garantisce la società. È una convinzione o un sospetto di alcune famiglie e di alcuni medici, in contrasto col loro ordine, che la vaccinazione possa far male, e rendere il bambino aggredibile da malattie terrificanti come l’autismo.

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Quando c’è un braccio di ferro tra la Scienza da una parte e la convinzione o il sospetto dall’altra, è giusto, nell’interesse di tutti, che prevalga la Scienza. Questo il bambino deve vederlo con i suoi occhi. Se lo vede e lo capisce, diventerà un cittadino della sua nazione e un cittadino del mondo, curioso e rispettoso delle leggi dei vari Paesi, delle norme che deve rispettare, e delle autorità che le fanno rispettare.

Non è affatto dannoso questo contrasto tra padre e madre della bambina di Latisana, che vogliono portare la loro piccola all’asilo senza documenti di vaccinazione, e l’asilo stesso, che quei documenti pretende di vederli. È un’alta lezione di educazione civica. A una condizione: che vinca l’asilo.

La bambina deve capire che la famiglia la ama ma anche lo Stato la ama, e che l’amore della famiglia e l’amore dello Stato sono due cose diverse. La famiglia vuole la propria felicità e la propria sicurezza, che non comprende la felicità e la sicurezza di tutti. Lo Stato vuole il bene di tutti, che comprende anche il bene della famiglia. Guai se la piccola sentisse in questo scontro l’urto di due forze contrarie, l’amore della famiglia e l’ostilità dello Stato.

A scuola troverà tanti amici e amiche, farà amicizia, giocherà. Vorrà loro bene. Saranno suoi amici, e alcuni saranno “amici del cuore”. Ma è proprio per loro che deve vaccinarsi, per non essere per loro un pericolo, così come loro devono vaccinarsi per lei, per non essere per lei un pericolo.

Se vuol essere loro amica, questo vuol dire essere amica. Amico è quello che ti protegge, che ti fa da scudo. Per adesso parliamo della ristretta cerchia degli amici di scuola, ma la bambina crescerà, diventerà grande, farà gite e viaggi, si muoverà per il mondo, e il mondo è pieno di agenti patogeni pronti ad aggredirla: mandare una figlia priva di protezione e aggredibile non vuol dire fare il suo bene.

Non dico che i genitori non la amino, perché anzi la amano troppo, ma in maniera possessiva ed esclusiva, in maniera che non la fa crescere, ma la mantiene sempre bambina. Anche il loro è amore. Ma è un amore dannoso.

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