Fidenato rilancia e sfida tutti: pronto a seminare mais Ogm

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea l’agricoltore torna all’attacco. «La direttiva Ue è contro i trattati e la politica sta strumentalizzando i giudici»

UDINE. Giorgio Fidenato è pronto a seminare nuovamente mais Ogm nei campi di Aveacco. Lo farà nel caso in cui la direttiva europea del 2015, che ne vieta la semina in Italia, già impugnata tre mesi fa dall’agricoltore di Arba, non riesca a superare l’ostacolo del filtro di ammissibilità imposto ai privati cittadini. Ad annunciarlo lo stesso Fidenato insieme al biologo Leandro Taboga e al presidente di FuturAgra Duilio Campagnolo.



La sentenza di mercoledì può essere definita storica e ha chiarito il funzionamento del principio di precauzione: «La Corte di Giustizia europea – spiega Fidenato – vuole la dimostrazione scientifica che gli Ogm possano nuocere alla salute prima di bloccare la libera commercializzazione delle merci. La guerra però non è ancora vinta e siamo pronti a riportare la questione alla Corte in sede pregiudiziale, seminando nuovamente la prossima primavera.

La direttiva non è conforme ai trattati Ue: basti pensare che essendo in Europa dovremmo avere un mercato unico per le merci e invece gli imprenditori agricoli spagnoli possono seminare Ogm mentre quelli italiani no». Il divieto che impedisce la semina di mais modificato, non è legato a questioni di salute, ma alla tutela dell’ambiente, fatto che sta suscitando una grande diatriba scientifica.

Fidenato torna alla carica: pronti a seminare di nuovo il mais ogm

Per smontare «lo scandalo europeo Ogm» a Colloredo negli ultimi 4 anni, grazie al contributo di Taboga, sono stati fatti degli studi sul polline Ogm e la biodiversità che saranno diramati a livello internazionale tramite un forum disponibile online.

L’attivista friulano ha quindi annunciato altri provvedimenti legali, mettendo in guardia anche l’assessore regionale alle Risorse Agricole Cristiano Shaurli e il presidente di Coldiretti Dario Ermacora in merito alla legge regionale sulla coesistenza: «A nostro parere è illegittima e va interpretata diversamente: le misure per coesistere le devono prendere gli imprenditori agricoli che si occupano di bio e che non vogliono mescolarsi con le altre tipologie di colture. In passato per la nostra vicenda si sono scomodati addirittura tre ministri (Di Girolamo, Lorenzin e Orlando) che abbiamo denunciato nel 2014 poiché decisero di applicare le misure d’emergenza nonostante la Commissione europea gli avesse fatto notare che non vi erano i requisiti. Questo è abuso di potere.

La vicenda è al vaglio della magistratura di Udine dove il procuratore intendeva archiviare la vicenda, mentre domani (oggi ndr) porteremo la sentenza e chiederemo al gip di pronunciarsi in merito. Medesima sorte toccherà anche ai nuovi ministri che hanno rinnovato il decreto ministeriale vietando l’Ogm nel nostro Paese».

Rivolgendosi alla magistratura Fidenato ha infine esternato una sua valutazione: «La mia vicenda ha visto il coinvolgimento di oltre 40 giudici e mi domando come sia possibile che abbiano sbagliato sonoramente nell’applicazione delle norme europee. Se dovessimo riseminare mi auguro che i magistrati, almeno questa volta, ci ascoltino: la direttiva è in contrasto con i trattati. I politici stanno strumentalizzando la magistratura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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