Roncadin di Meduno devastata dal fuoco. L'azienda: "Lavoreremo per ripartire subito" - Foto e Video

Il fuoco ha aggredito la parte vecchia della fabbrica, che dà lavoro a 550 addetti, con un fatturato che sfiora i 100 milioni. Gli operai fuori dall'azienda, molti in lacrime, insieme a sindaco e vicesindaco di Meduno e a Edoardo Roncadin, padre dell'amministratore delegato Dario. Ferito un vigile del fuoco. Danni per 50 milioni. La proprietà: "«Per il momento i riflessi sono incalcolabili, tutto dipende se avremo la capacità e la possibilità di mantenere le commesse e i clienti che abbiamo in giro per il mondo". Serracchiani: "Fiducia in una rapida ripresa"

La Roncadin di Meduno in fiamme

MEDUNO. Attorno alle 10 di oggi, venerdì 22 settembre 2017, è stato domato il vasto incendio che dalle 5.30 è divampato alla Roncadin di Meduno.

Sul posto hanno operato una quarantina di vigili del fuoco dei Comandi provinciali di Pordenone e Udine e personale della Base Usaf di Aviano, per un totale di circa 15 mezzi.

I danni alla struttura sono ingenti: secondo quanto ha riferito il fondatore dell'azienda, Edoardo Roncadin, incontrando i giornalisti, la prima stima sarebbe vicina ai 50 milioni: «Ogni linea produttiva costa 10 milioni - ha rilevato - e ne sono andate distrutte quattro. Oltre a questo ci sono i danni ai capannoni, divorati dalle fiamme».

L'orgoglio di Edoardo Roncadin: "Dopo l'incendio, ci rialzeremo"

Una stima che riguarda soltanto le strutture e che non tiene conto della mancata produzione: «Per il momento i riflessi sono incalcolabili - ha concluso - tutto dipende se avremo la capacità e la possibilità di mantenere le commesse e i clienti che abbiamo in giro per il mondo».

Lo spaventoso incendio si è sviluppato alla Roncadin di Meduno, azienda leader nella produzione di pizze surgelate in Italia e all'estero.

Il fuoco ha aggredito la parte vecchia della fabbrica, che dà lavoro a 550 addetti, con un fatturato che sfiora i 100 milioni.

Gli operai sono rimasti fuori dall'azienda, molti in lacrime, insieme a sindaco e vicesindaco di Meduno e a Edoardo Roncadin, padre dell'amministratore delegato Dario.



Sul posto hanno operato undici mezzi dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Pordenone e dei distaccamenti di Maniago, San Vito al Tagliamento e Spilimbergo.

Rinforzi sono giunti anche da squadre del Comando di Udine. Secondo le prime informazioni non ci sarebbero feriti, ma il rogo sarebbe molto esteso.

L'azienda. "Ripartiremo". Edoardo Roncadin, fondatore dell’azienda: «La cosa importante è che non ci sono feriti. Le barriere antincendio, in cui abbiamo investito molto, hanno funzionato e anche se l’entità dei danni è ancora da accertare, sembra che la produzione sia stata salvata.

Magazzini e reparti amministrativi sono esenti da danni. Prontissimo è stato l’intervento dei dipendenti, con capiturno e manutentori che si sono subito accorti della gravità della situazione e hanno attivato le corrette procedure di evacuazione e di sicurezza».

Incendio alla Roncadin, il racconto dei vigili del fuoco

Una volta concluse le operazioni di spegnimento, la priorità sarà salvaguardare la produzione, dichiara sempre Edoardo Roncadin: «Torneremo subito al lavoro. Se sarà necessario lavorare giorno e notte, sabato e domenica, lo faremo. Ci rialzeremo».

Ferito un vigile del fuoco. Un vigile del fuoco che stava partecipando alle operazioni di spegnimento del rogo divampato  alla Roncadin di Meduno è rimasto leggermente ferito a causa di una caduta.

Incendio alla Roncadin, distrutte quattro linee di produzione

«Non si tratta di nulla di grave - ha riferito il vice comandante di Pordenone Stefano Zanut -: il collega è stato soccorso da un mezzo del 118 che si trovava sul posto ed è stato trasferito all'ospedale di Spilimbergo per accertamenti, ma la ferita è lieve».

L'intervento dei vigili del fuoco è risultato decisivo per scongiurare un grave danno ambientale. Nelle prime fasi, le squadre intervenute si sono concentrate nel mettere in sicurezza i frigoriferi ad ammoniaca, un gas tossico che avrebbe potuto provocare un serio problema di inquinamento e rischi per i soccorritori. I pompieri si sono quindi divisi i compiti: alcune squadre lavoravano per arginare il rogo nelle quattro linee di produzione distrutte, mentre altre cingevano letteralmente il magazzino di 4.000 metri quadri dove sono custodite milioni di pizze surgelate all'interno dei frigoriferi aziendali.

La linea difensiva ha dato i frutti sperati e il muro d'acqua ha scongiurato il rischio che il fuoco si propagasse anche a quell'immobile.

I sindacati: "Siamo vicini all'azienda". «Siamo vicini all'azienda e faremo squadra per riprendere al più presto la produzione mettendo in sicurezza i 540 posti di lavoro». Lo ha affermato Cristiano Pizzo, membro della segreteria provinciale di Pordenone della Cisl, che ha raggiunto Meduno per sincerarsi in prima persona dei danni provocati dal rogo alla Roncadin.

«Questo è il momento della solidarietà - ha aggiunto - ma non c'è tempo da perdere. I lavoratori sono tutti qui e si sono rimboccati le maniche. Siamo pronti a supportare le richieste dell'azienda e a verificare il modello organizzativo utile al rilancio utilizzando le due linee produttive risparmiate dal fuoco. Sarà tuttavia necessario dare delle garanzie agli addetti, se serve attingendo agli ammortizzatori sociali».

Il sindaco: "Colpo durissimo". Solidarietà è stata espressa anche dal sindaco di Meduno, Oreste Vanin: «Questo è un durissimo colpo all'economia della valle. Una fabbrica con oltre il 90% di personale femminile rappresenta il punto di riferimento per le nostre comunità. Attiveremo tutte le istituzioni per sollecitare collaborazione per l'immediato rilancio della produzione».

Arpa non rileva presenza di sostanze inquinanti. Una squadra di tecnici del dipartimento pordenonese di Arpa è intervenuta allo stabilimento della Roncadin. I tecnici, riferisce una nota dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale, hanno effettuato un campionamento di aria per verificare la presenza di inquinanti dispersi, oltre a dare indicazioni per una corretta gestione delle acque di spegnimento. Nei primi accertamenti effettuati non è stata rilevata la presenza di coperture in cemento-amianto.

Arpa ha inoltre effettuato delle simulazioni in tempo reale con dei modelli matematici per la determinazione dell'area interessata alle ricadute dei fumi dell'incendio, avvenuto in una giornata di assenza di vento significativo e in un momento di transizione tra giorno e notte, quando viene a determinarsi una particolare condizione di stratificazione termica.

In queste condizioni meteorologiche i fumi dell'incendio rimangono confinati in una fascia prossima al suolo, disperdendosi lentamente nel corso della giornata. Arpa ritiene che siano da escludere danni ambientali visto anche il pronto intervento delle squadre dei vigili del fuoco che hanno consentito di controllare l'incendio nell'arco di poche ore.

A titolo precauzionale, Arpa effettuerà comunque nei prossimi giorni ulteriori campionamenti di aria nelle zone in cui è stata valutata una maggior ricaduta di fumi.

Serracchiani: "Fiducia in una rapida ripresa". La presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha compiuto nel pomeriggio di venerdì 22 settembre un sopralluogo allo stabilimento della Roncadin. «Vanno ringraziati tutti - ha commentato Serracchiani - maestranze, dirigenza, vigili del fuoco e forze dell'ordine, per come hanno gestito le fasi concitate dell'incendio.

Per fortuna non ci sono stati feriti gravi grazie alla prontezza del personale che, perfettamente addestrato, ha saputo affrontare al meglio la fase di emergenza, salvando le vite di quanti in quel momento erano impegnati nel turno di lavoro».

Accompagnata dal titolare, Edoardo Roncadin, da sindaco e vicesindaco di Meduno, Oreste Vanin e Lino Canderan, Serracchiani ha sottolineato che «per fortuna due linee sono rimaste intatte. Come ci ha evidenziato Roncadin, ci sono i margini per riprendere l'attività con gli impianti non interessati dalle fiamme.

Ora faremo un ragionamento con l'imprenditore e i lavoratori per vedere come ripartire salvaguardando i posti di lavoro e la produzione.

Ho notato che da parte di tutti c'è la volontà di rimboccarsi le maniche, pertanto se sapremo rifare il gioco di squadra che ha permesso a questa azienda di rilanciarsi sono fiduciosa che l'attività potrà riprendere a breve, riconquistando subito gli spazi andati momentaneamente persi.

Nonostante il disastro, infatti, non manca lo spirito e la giusta determinazione, per cui - ha commentato - sono sicura che ce la potremo fare».

«Dalla prossima settimana - ha quindi annunciato Serracchiani - ci siederemo intorno ad un tavolo con Friulia, l'Amministrazione regionale rappresentata dal vicepresidente Sergio Bolzonello e dall'assessore al Lavoro, Loredana Panariti.

Insieme dovremo trattare i tempi e i modi della cassa integrazione per sostenere i dipendenti e fare in modo che l'azienda possa riavviare la produzione - ha concluso - nel più breve tempo possibile».

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