Ispezionava le navi, muore per l’amianto

San Giorgio di Nogaro: Sebastiano Fransoni aveva 78 anni. La Procura ha disposto l’autopsia. La famiglia si affida a un legale

SAN GIORGIO DI NOGARO. È morto all’ospedale di Palmanova, a causa del mesotelioma pleurico (un tumore dovuto all’amianto), Sebastiano Fransoni, 78 anni, a lungo ispettore della Dogana di Porto Nogaro: la Procura di Udine ha aperto un fascicolo e ha disposto l’autopsia dopo una segnalazione da parte dell’Inail. L’autopsia è stata eseguita martedì scorso, ora la famiglia attende il nulla osta per celebrare funerali. Fransoni lascia la moglie e due figli che si sono rivolti già a un legale per farsi assistere nella causa promossa contro ignoti.

Fransoni si è spento il 19 settembre nel nosocomio palmarino dove si trovava ricoverato a seguito della malattia che lo aveva colpito . La scoperta di questa grave patologia era avvenuta a seguito delle indagini svolte da un medico che aveva voluto approfondire la sintomatologia del paziente, accertando così il mesotelioma pleurico, un tumore che al 100% è provocato esclusivamente dalla respirazione delle polveri di amianto.



Sebastiano Fransoni era nato a Siracusa il 20 febbraio 1939 ed era arrivato in Friuli a fine anni’60 come vincitore di concorso in qualità di Ispettore doganale alla Dogana di Porto Nogaro nell’omonimo porto commerciale in zona industriale Aussa Corno a San Giorgio di Nogaro. Nello scalo nogarese ha lavorato dal 1968 al 1994.

Dopo essere stato trasferito alla Dogana di Tarvisio, ha concluso la sua attività lavorativa in qualità di Dirigente al Compartimento Doganale di Trieste. In 26 anni come ispettore doganale a Porto Nogaro ha ispezionato sulle navi ogni tipologia di merce in transito. Ed ed a bordo delle imbarcazioni che potrebbe avere contratto la malattia, respirando appunto polveri d’amianto, un materiale utilizzato nelle vecchie navi.

Come spiega la famiglia, nessuno aveva mai sospettato che la malattia che lo aveva colpito fosse un mesotelioma pleurico: «Ci è caduto il mondo addosso – raccontano i figli Francesca a Corrado – ci sembrava impossibile che in una attività come quella di nostro padre potesse avere un simile risvolto.

Da quando lo abbiamo scoperto, siamo entrati in un mondo che non conoscevamo e abbiamo compreso che basta respirare anche solo minimamente l’amianto per esserne colpiti in diversi modi. Nostro padre ha contratto il mesotelioma pleurico, ma ci sono altre patologie di cui poco o nulla si sa». I figli spiegano che l’autopsia è stata ritenuta necessaria proprio a seguito della segnalazione del medico all’Inail, che poi ha provveduto a inoltrarla alla Procura.

Questo “caso” che colpisce la famiglia Fransoni potrebbe fare aprire indagini su altri decessi avvenuti non solo tra gli operatori del porto nogarese ma anche di altre realtà portuali.

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