Tornano le cimici, paesi invasi

L’allarme lanciato dai sindaci dell’area collinare dove la presenza degli insetti si è estesa dal Medio Friuli 

RIVE D’ARCANO. I sindaci lanciano l’allarme: l’emergenza “cimice marmorata asiatica” si è ripresentata, puntuale, a un anno dalla sua massiccia comparsa nel Friuli Medio e Collinare.

Le invasioni dell’insetto prendono di mira, oltre alle coltivazioni della soia nelle quali in questo periodo si sono maggiormente concentrate, e i frutteti, anche le abitazioni e tutti i luoghi in cui si possono riparare creando non pochi disagi ai cittadini. Salgono le proteste di questi ultimi che non sanno più a quali rimedi ricorrere per debellare la presenza dell’insetto.

I sindaci dei comuni di Coseano, Dignano, Rive D’Arcano, Fagagna, San Vito Di Fagagna, Flaibano, Mereto Di Tomba e Sedegliano lo scorso anno avevano chiesto alla Regione, e all’Ersa, di intervenire per cercare di risolvere la situazione. Sembra che contro l’insetto, fino a quando non viene creato un antagonista naturale ci sia ben poco da fare specialmente in autunno quando le cimici per svernare tendono ad unirsi emettendo un segnale chimico, il ferormone di aggregazione, che dà origine a veri e propri raduni di insetti in qualsiasi tipo di edificio.

Gli interventi chimici devono essere ben tarati per non creare danni alle persone e i prodotti fitosanitari devono essere usati nei limiti consentiti. Da parte sua, la Regione si è impegnata a stampare e distribuire oltre 42 mila volantini (Sos cimice) consegnati nei Comuni maggiormente interessati dalla presenza delle cimici per la distribuzione alla popolazione in occasione degli incontri Ersa di luglio agosto e scorso e oltre diecimila depliant più tecnici, inviati ai Comuni più colpiti.

L’Ersa, in collaborazione con la Protezione civile della Regione, ha predisposto una brochure informativa sui disagi in ambiente urbano e sui possibili interventi contro questo insetto, che, vista l’ampiezza del fenomeno, richiedono una partecipazione attiva della popolazione. Va precisato che la cimice nostrana, la “mezzara viridula” si annidava comunemente nella soia e nel granoturco mentre l’asiatica è polifaga.

L’Halyomorpha halys è una specie che si nutre esclusivamente di piante, questi insetti non pungono e non sono pericolosi per l’uomo o per gli animali domestici. Con l’arrivo dei primi freddi è caratteristica di questi insetti di aggregarsi in gruppi numerosi nei punti riparati.

«Confermo che anche sul nostro territorio è aumentata notevolmente la presenza di cimici nell’ultima settima – testimonia Ivan Donati sindaco di Sedegliano –. Il problema coinvolge anche direttamente l’Istituto comprensivo. Il vicesindaco e assessore all’Agricoltura Maurizio Rinaldi aggiunge che «Ersa e Regione sono informati e stanno collaborato nella ricerca di una soluzione non facile da trovare».

Valerio Del Negro, sindaco di Coseano, dal canto suo esprime grande preoccupazione registrando le numerose chiamate di cittadini che non sanno come difendersi dall’invasione della cimice».

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