In Carnia crescono gli occupati e arrivano più aziende

Indicatori economici positivi per il consorzio delle industrie della montagna. Dall’anno scorso in aumento insediamenti produttivi, dipendenti e fatturato

AMARO. L’economia in montagna ha ripreso a camminare, spinta dalla nouvelle vague del Consorzio industriale di Amaro, oggi Cosilt o Carnia industrial park, come vuole il nuovo brand all’anglosassone, “occhiolino” ai player internazionali che la zona produttiva di Amaro, al pari di quelle a Tolmezzo e Villa Santina, è pronta ad ospitare.

Il rinnovato appeal, i servizi attenti alle innovazioni, anche digitali, e in generale la nuova mission che si è dato l’ente consortile, trasformandosi – correva il 2016 – da industriale in consorzio di sviluppo economico locale, hanno fatto la differenza.



I numeri parlano chiaro. Nel 2016, l’area governata dal Carnia industrial park - 247,50 ettari urbanizzati - è cresciuta grazie a nuovi insediamenti e adeguamenti di attività esistenti. Dei primi se ne sono contati 6 (5 ad Amaro e 1 a Tolmezzo), dei secondi ben 18 (5 ad Amaro, 9 a Tolmezzo, 2 a Villa Santina e altre 2 nei restanti comuni dell’area). Totale: 214 imprese per 4.473 dipendenti.

«La crescita misurata dal numero di nuovi insediamenti, ampliamenti, acquisizioni di imprese già presenti con conseguenti programmi di investimento confermano a mio modo di vedere alcune caratteristiche del nostro piano industriale», afferma il presidente del Cosilt, Mario Gollino, snocciolandole una a una.

«Pensiamo alla presenza di imprese già insediate, innovative ed attrattive per nuovi investitori nazionali e internazionali», continua il leader del consorzio ricordando tra gli altri i casi dello stabilimento Luvata, produttore d’impianti di condizionamento per il settore automotive, e di Emilab, laboratorio di test elettrici ed elettronici. Insediati entrambi ad Amaro, sono stati ceduti rispettivamente alla multinazionale del Wisconsin Modine manufacturing company e alla società globale Applus+. Due realtà internazionali che oggi vantano una base in Carnia.

Il presidente sottolinea quindi «la posizione strategica e la presenza di competenze e risorse umane che rendono attrattivo l’insediamento in questo territorio».

Un’area storicamente caratterizzata dalla presenza di manifattura e ingegno produttivo. Si ricordi che in montagna nascono diversi dei brand che hanno fatto grande il Fvg industriale. Tra questi la Solari, avviata a Pesariis, e l’ex Seima di Tolmezzo, oggi Automotive Lighting (Magneti Marelli), che oltre alla produzione nella “capitale” della Carnia vanta anche il suo centro internazionale di ricerca e sviluppo.

«Consapevole degli scenari di sviluppo a livello internazionale, il consorzio si sta via, via arricchendo di servizi e infrastrutture, aumentando il potenziale di attrazione del territorio».

Una strategia che l’anno passato ha dato i suoi frutti. Il Cosilt ha acquisito infatti l’ex magazzino Coopca ad Amaro adattandolo alle esigenze di Amb, azienda operativa nel settore degli imballaggi per alimenti. Tra i tanti plus dell’operazione, se ne rileva soprattutto uno: il bottino in termini di occupazione. Agli 86 lavoratori, assunti o trasferiti nel primo anno d’attività, ad Amaro se ne aggiungeranno altri 40 nel corso del 2018.

Altra operazione che garantirà sviluppo, anche occupazionale è quella realizzata da Cosilt a Tolmezzo, nell’area produttiva di Automotive Lighting dove l’anno scorso è stato inaugurato un ampliamento realizzato ad opera del consorzio che ora si è già dato una nuova mission. Anzi, due. La valorizzazione della rotatoria d’ingresso all’area industriale di Amaro e un importante investimento sulla piattaforma logistica.

Nell’ottica poi della visione d’insieme che lo caratterizza, Cosilt sta portando a termine l’integrazione dei fabbricati industriali oggi di proprietà dell’Uti Carnia e guarda con interesse a ciò che resta dell’Agenzia di sviluppo della montagna. Dopo il ramo Agemont immobiliare, già acquisito dal consorzio, potrebbe presto essere la volta del Parco tecnologico Innova, ancora partecipato al 100 per cento dalla Regione.

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