Videogiochi alle Olimpiadi: cento docenti di educazione fisica dicono no

Parla un insegnante di educazione motoria di un istituto comprensivo: «Facciamo sentire la nostra voce: sono pericolosi per la salute e diseducativi»

FONTANAFREDDA. «Il Comitato olimpico internazionale sbaglia a inserire i videogiochi tra gli sport». Antonio Rati, professore di scienze motorie all’istituto comprensivo a Fontanafredda, non ci sta.

«Stiamo a guardare – ha incalzato Rati – oppure esprimiamo il dissenso?». Buona la seconda ipotesi: è partita la petizione online contro gli “e-sport” tra cento docenti di educazione fisica pordenonesi. Tanto per cominciare.

No agli “e-sport”: perché?

«L’Organizzazione mondiale per la sanità invita: per la vostra salute muovetevi – ha ricordato il professore Rati –. Per vivere in salute è importante un’alimentazione sana e una attività fisica regolare. Lo stile di vita corretto previene le malattie cardio-vascolari, diabete, obesità e tumori. L’obesità è uno dei problemi da risolvere tra le nuove generazioni: anche in Friuli».

Videogiochi al bando?

«Il gioco è sempre più dominato dal videogioco. La tecnologia moderna è entrata nel mondo del gioco ma spesso è uno strumento di abuso oppure fonte di modelli sociali negativi e patologici. Il gioco originale, invece è fortemente alimentato dal bisogno di movimento e di esplorazione. Il tempo dedicato al gioco decresce con l’età e con gli impegni e questo permette di apprezzare un’altra importantissima funzione nelle forme di gioco adulto. Quello che aiuta a scaricare tensione, stress e stanchezza recuperando energie in alternanza alle attività lavorative».

Genitori con le armi spuntate?

«Gran parte del tempo libero destinato alle attività ludiche è stato conquistato dalla attrazione esercitata dalle nuove possibilità tecnologiche dei videogiochi. Insieme alla passione per il videogioco si sono manifestati e moltiplicati i rischi per la salute psicofisica connessi al loro utilizzo spropositato. Oppure alla proposta da parte delle industrie del tempo libero, di tipologie di videogioco diseducative e dannose».

I rischi dei videogiochi?

«Video-mania e video-abusi. Comportamenti incontrollati dal punto di vista quantitativo unito alla sedentarietà. La prolungata esposizione a un “videogame” senza pause e completamente assorbiti dal gioco in silenzio e, spesso, in una stanza poco illuminata facilita la caduta di barriere razionali. I comportamenti virtuali e reali si sovrappongono. Il tempo speso virtualmente toglie spazio oltre alle attività fisiche e anche a quelle scolastiche praticate velocemente, magati con scarsa applicazione e con stanchezza mentale e visiva. Poi, l’isolamento e individualismo che dispone all’introversione: si creano problemi anche nei rapporti con i familiari e amici”.

Che fare?

«Il Comitato olimpico internazionale non esclude un possibile futuro olimpico per gli e-sport. I giocatori, a detta del Comitato, si preparano e si allenano con intensità pari a quella degli atleti delle discipline tradizionali. Dovranno comunque rispettare i valori olimpici e dotarsi di strutture per i controlli antidoping e la repressione di fenomeni come le scommesse. Una garanzia? Guarda caso faranno parte del programma dei Giochi asiatici del prossimo anno in Indonesia. È necessario un dialogo tra l’industria di videogiochi e Cio. È evidente ormai a tanti docenti che gli interessi economici muovono il mondo, ma non c’è limite al peggio. Possiamo far sentire una voce di dissenso?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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