Stop al salto in alto: la Regione esclude la Libertas dai fondi

Tolmezzo: servivano per il saccone distrutto dal maltempo Il presidente Martini: vanificato il lavoro a favore dei giovani

TOLMEZZO. Stop ai salti all’impianto di atletica leggera di Tolmezzo, dove lo scorso anno Michele Fina ha stabilito il record nazionale di lancio del giavellotto nella categoria cadetti. Manca il saccone del salto in alto, distrutto dall’ondata di maltempo del 10 agosto scorso, i vertici della Libertas Tolmezzo, che da 20 anni gestiscono l’impianto, contavano di riacquistarlo grazie ai finanziamenti messi a disposizione dalla Regione attraverso il bando, ma sono stati esclusi.

«Si parla tanto di volontariato – è l’amaro sfogo del presidente Francesco Martini – ma quando l’attività viene svolta con amore e dedizione coinvolgendo i ragazzi questo è il trattamento che si riceve: niente contributi, niente riconoscimenti niente di niente. Sono rammaricato, anzi, disgustato».

La Libertas Tomezzo non ha bisogno di presentazioni, visto che opera da 51 anni e segue una sessantina di atleti in tutte le discipline dell’atletica leggera grazie al supporto di quattro allenatori federali e all’entusiasmo dei volontari. Fra le varie attività sportive vi è quella del salto in alto, per questo era stato acquistato il saccone, un’attrezzatura dal costo di 12 mila euro. Ma il fortunale del 10 agosto ha arrecato numerosi danni all’impianto sportivo. «La tromba d’aria ha rovinato la pista di atletica e l’impianto di salto – relazione Martini – oltre ad aver spostato al gabbia di lancio del martello, danni che abbiamo provveduto a riparare con le nostre forze, ma il saccone del salto è stato sollevato dal vento e danneggiato irreparabilmente. Per questo, quando abbiamo visto il bando regionale per l’acquisto di attrezzatura sportiva, abbiamo presentato richiesta. Il contributo copriva l’80 per cento dei 13 mila euro di costo – ragguaglia Martini – ma una decina di giorni fa gli uffici regionali ci hanno chiesto un’integrazione della documentazione, pena l’esclusione della graduatoria».

Era necessario che la società richiedente avesse titolo a gestire la struttura sportiva in oggetto per almeno un anno a partire dalla data della richiesta. E siccome il contratto in essere con il Comune scade ad agosto 2018 la Libertas ha integrato la richiesta con la dichiarazione del sindaco. Un tanto per documentare che era in fase istruttoria la delibera per la proroga della concessione di un ulteriore semestre. Ma non è bastato.

«Abbiamo appreso che non solo siamo stati esclusi dai contributi, ma nemmeno siamo stati inseriti in graduatoria – commenta Martini –. E per giunta ci è stata comminata una sanzione di ben 1 euro e 78 centesimi perché abbiamo inoltrato la richiesta priva della marca da bollo di 16 euro. È una triste, tristissima vicenda che va a colpire i più deboli».

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi