Via alla variante: Torviscosa vincola il centro storico

Sarà la prima città del ’900 sotto tutela della Soprintendenza Stop a edificazioni nelle aree verdi e nuove norme per restauri

TORVISCOSA. Torviscosa sarà la prima città italiana del Novecento ad essere posta sotto vincolo architettonico- paesaggistico dalla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia. L’Università di Udine sta lavorando da tre anni nella redazione di un vademecum tecnico in cui i cittadini troveranno le disposizioni previste: il vincolo riguarderà solo l’esterno delle abitazioni, mentre sulle aree verdi non si potrà più edificare.

É stata infatti approvata nell’ultima seduta del 2017 il consiglio comunale di Torviscosa l’adozione della variante 12 al piano regolatore comunale. Ccon l’introduzione della nuova normativa vengono gettate le basi per la salvaguardia “complessiva” del territorio comunale e Torviscosa diventerà tra poco la prima città italiana del Novecento a essere messa sotto tutela per le sue particolari caratteristiche architettoniche, urbanistiche, agricole e industriali.

Il provvedimento non si limita al solo capoluogo (e già questo è un fatto di grande rilievo), ma interessa anche l’area di bonifica e in particolare tutto il tessuto stradale del territorio comunale. Lo strumento appena approvato ha richiesto tre anni di lavoro ed è stato elaborato assieme alla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia e sarà quest’ultima a completare l’opera tutelando in modo formale gli edifici di interesse storico (vincolo diretto) e le grandi aree verdi (vincolo indiretto).

A Torviscosa si era cominciato a parlare di tutela urbanistica nel 1979; negli anni successivi, però, alle parole non sono seguiti i fatti e fino a ieri l’unico edificio a essere tutelato era il caseggiato Ater di via Roma. Lo scorso luglio l’architetto Stefania Casucci aveva illustrato, in un’assemblea pubblica tenutasi al Cid, gli aspetti tecnici e giuridici legati alla tutela e alla conservazione delle strutture architettoniche del centro urbano. L’architetto Garbin, incaricato dal Comune di redigere la variante, ha ampliato l’illustrazione spiegando in consiglio comunale tutti i dettagli tecnici e urbanistici introdotti dal nuovo provvedimento. Gli edifici direttamente interessati dal nuovo strumento urbanistico sono quelli costruiti tra il 1938 e il 1966, sono coinvolti circa trecento immobili per un totale di oltre seicento proprietari. Per una fortunata circostanza l’adozione della variante coincide con la reintroduzione, da parte del governo, dei finanziamenti destinati alla tutela delle dimore storiche.

Va infatti ricordato che nei giorni scorsi il ministro Franceschini ha fatto inserire nella finanziaria 2018 fondi finalizzati alla manutenzione straordinaria degli edifici storici (questi fondi erano stati tagliati dal governo Monti e poi non più finanziati).

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