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Udine, in vendita i beni della Vidoni: l’asta parte da oltre 11 milioni

Lotto unico con appartamenti, garage, terreni e la sede di una concessionaria a Tavagnacco. Già ceduto palazzo Dorta e altre case, una a Cortina. Le buste saranno aperte il 27 aprile

UDINE. A oltre un anno e mezzo dal fallimento, gli immobili dell’impresa Vidoni vanno all’asta. Un patrimonio stimato 16.590.750 euro che viene proposto a un prezzo di partenza pari a 11.440.000 euro.

Negozi, garage, posti auto e appartamenti nella residenza Elena, in via Marco Volpe, e a Udine nord, alloggi da ristrutturare in via Vittorio Veneto, terreni parzialmente edificabili in città, altri non edificabili a Flaibano e la sede di una concessionaria d’auto in via Nazionale a Tavagnacco.

Sono ammesse solo offerte migliorative che gli interessati dovranno presentare entro, le 12, del prossimo 26 aprile, al notaio Lucia Peresson Occhialini, in via Morpurgo 34.

Nelle buste con l’offerta, i partecipanti all’asta dovranno allegare anche la cauzione (assegni circolari intestati al “Fallimento Vidoni Spa”), di importo non inferiore al 10 per cento del prezzo offerto. L’apertura dei plichi è fissata per il 27 aprile, alle 10, sempre nello studio Peresson Occhialini.

Inizialmente il patrimonio era stato diviso in sei lotti stimati, complessivamente, 16.590.750 euro. Questo il dettaglio: la concessionaria di Tavagnacco che rende 437.195 euro all’anno di affitto, è stata stimata 6.750.000.

Gli immobili della residenza Elena compreso un attico di 356 metri quadrati 2.294.500 euro, i negozi, gli uffici e i posti auto nell’immobile commerciale di Udine nord 5.983.250 euro, i due alloggi di via Vittorio Veneto 374.000 euro, i terreni di Tavagnacco 214.000 e i terreni non edificabili di Flaibano 975.000.

Come detto, rispetto alla stima, l’asta parte da un importo ridotto del 31 per cento. La scelta di vendere in blocco è maturata dopo aver tentato, senza riuscirci, di vendere la concessionaria di Tavagnacco al prezzo di stima. L’asta è andata deserta.

In precedenza, lo scorso novembre, la Curatela fallimentare (il curatore è il commercialista Giovanni Turazza), aveva ricevuto un’offerta per tutti i beni compreso palazzo Dorta per un valore inferiore, rispetto alla stima, del 33 per cento.

Tenuto conto che, al tempo, erano già stati venduti quasi tutti gli alloggi con un negozio e alcuni box auto in viale Ledra e uno a Cortina a un prezzo superiore alla stima, la Curatela fallimentare ha deciso di esplorare il mercato e ha pubblicato un invito a presentare offerte alternative a quella ricevuta in blocco.

Nel frattempo ha venduto palazzo Dorta. L’edificio storico di piazza Libertà, situato a fianco della salita del castello, è stato assegnato a poco più di 1,9 milioni, mentre la vendita al valore di perizia della sede della concessionaria d’auto è risultata deserta.

Intanto alla Curatela fallimentare giungeva una nuova offerta per tutti i beni che andranno all’asta il 27 febbraio, per un valore inferiore rispetto alla stima del 31 per cento.

D’intesa con il Comitato dei creditori si è deciso di procedere auspicando di registrate possibili rilanci. Parallelamente prosegue l’iter già in corso per la cessione del complesso di Beivars: al primo esperimento (750 mila euro) chiuso con un nulla di fatto segue il secondo con un prezzo a base d’asta pari a 420 mila euro per il quale c’è già un’offerta.

Se l’intera operazione andrà a buon fine, entro i due anni dal fallimento saranno completate le alienazioni. Le attrezzature di cantiere sono già state vendute per 8 milioni di euro. Il ricavato è stato utilizzato per pagare tutti i debiti da lavoro: dipendenti, artigiani, professionisti assieme ad alcuni debiti ipotecari alle banche.

Con il ricavato dell’asta in corso, invece, oltre alle ipoteche delle banche, prima di pagare i fornitori, la Curatela fallimentare dovrà chiudere le posizioni con l’Erario.

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