Migranti sugli sci, nuova polemica

Zilli e Mazzolini: una discriminazione nei confronti degli italiani

È di nuovo bufera sulle lezioni di sci ai minori stranmieri non accompagnati. A scendere in campo è Barbara Zilli (Ln). «La prima forma di razzismo in danno ai nostri bambini e ai nostri ragazzi è proprio regalare agli ultimi arrivati corsi di sci che tante famiglie friulane non possono permettersi» la consigliera regionale commentando l’iniziativa di regalare anche quest’anno lezioni di sci ai minori stranieri non accompagnati ospiti a Bosco di Museis.

«Fa rabbia vedere il ripetersi di un’iniziativa che rappresenta un vero e proprio ceffone nei confronti di tutti quei friulani che pagano le tasse faticando ad arrivare a fine mese e che avrebbero certamente piacere di passare un week end in famiglia sulla neve – commenta –. Fa ancora più rabbia e grida letteralmente vendetta sentire il promotore di questa vergogna ammettere di spendere 30 euro a testa per finanziare questi corsi, piuttosto che “intascarsi” il denaro. È facile quindi immaginare quanto sia il divario tra i soldi effettivamente necessari per accogliere i presunti profughi e la somma che viene realmente destinata e che finisce per arricchire il pulpito da cui si urla al razzismo ad ogni piè sospinto. Giusto ieri – aggiunge –, un’anziana padovana di 75 anni sveniva dalla fame mentre faceva la spesa e oggi leggiamo di cooperative che regalano ancora una volta lezioni di sci a presunti profughi, con il beneplacito dell’Unione Europea e del PD. Domenica - conclude Barbara Zilli - sarà l’occasione per dire finalmente basta a questa vergognosa discriminazione nei confronti dei cittadini italiani e riportare un briciolo di buonsenso in un Paese che ne ha viste davvero troppe.


A rincarare la dose è Stefano Mazzolini, responsabile Sicurezza della Lega Nord: «E una vergogna che si ripete – esordisce –: non bastavano l’assistenza medica gratuita, il vitto e l’alloggio. Ora anche i corsi di sci a spese nostre». Non si fa convincere dalle parole di Renato Garibaldi Mazzolini e critica, come avvenuto lo scorso anno, la scelta di far sciare i migranti.

«È irrispettoso nei confronti di chi, tra gli italiani, non può permettersi di andare sulle piste perché fatica ad arrivare a fine mese».

Per l’esponente del Carroccio, se ci sono fondi per far sciare i migranti, «ci devono essere anche per i figli delle famiglie italiane in difficoltà che non riescono a mandare i bambini a sciare perché costa troppo. O vogliamo continuare a penalizzare la nostra gente?». Mazzolini non ce l’ha con i ragazzi che sono stati accolti, ma con il sistema che specula sul loro mantenimento: «Ogni minore costa 55 euro al giorno: troppo, ecco perché avanzano i soldi per farli sciare – sbotta –. Si comincino a tagliare i costi dell’accoglienza e si distribuiscano le risorse eccedenti alle nostre famiglie. Ci vuole equità sociale, non buonismo da quattro soldi».

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