Come cambierà il clima in Friuli: piogge intense, più caldo e piante stravolte

Studio di Arpa e università: da qui alla fine del secolo aumenteranno gli eventi estremi. «Prevenzione per limitare i danni»

UDINE. Un aumento della temperatura media fino a 5 gradi centigradi, che si aggiunge già a quella evidenziata nell’ultimo secolo; l’innalzamento del livello del mare e l’addio alla vegetazione e ai ghiacciai alpini, con una espansione delle specie tipicamente mediterranee e sub-tropicali.



Questo è lo scenario che potrebbe diventare realtà per la nostra regione già fra 50 anni, secondo lo studio coordinato dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, cui hanno collaborato le università di Udine e di Trieste, il Centro internazionale di fisica teorica (Ictp), l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) e l’Istituto di scienze marine (Cnr Ismar).

COME CAMBIERA’ IL CLIMA ENTRO IL SECOLO IN FVG

  • Aumento delle temperature da 2 a 5 gradi
  • Ulteriore innalzamento del mare di alcune decine di centimetri
  • Vegetazione: riduzione delle specie alpine e forte espansione di quelle tipiche delle aree mediterranee e subtropicali
  • Variazione delle produzioni agricole, dell’allevamento e della silvicoltura
  • Forte riduzione del ghiaccio alpino
  • Scomparsa dei nevai permanenti di superficie
  • Intensificazione delle piogge alluvionali e dell’acqua alta lungo la costa

(Fonte: Arpa – Università di Udine e Trieste – Centro internazionale di fisica teorica – Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – Istituto di Scienze marine)

Un’analisi approfondita, che consente di valutare lo stato del cambiamento climatico già in atto in Fvg e di quello atteso nei decenni a venire, nonché di comprendere gli effetti che si potranno avere sull’ambiente, sugli ecosistemi terrestri e marini, sulle attività produttive, sulla disponibilità della risorsa idrica, con indicazioni potenziali anche sul dissesto idrogeologico.

«Il riscaldamento globale è ormai una evidenza scientifica – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente, Sara Vito –, che si è andata sempre più consolidando negli ultimi anni, così come la consapevolezza che a causarlo sono le emissioni di gas climalteranti derivanti dall’impiego dei combustibili fossili e dall’uso non sostenibile del territorio e delle risorse naturali».

Le previsioni dello studio, grazie al corposo data base di rilevazioni, arrivano fino al 2100. Per quanto riguarda il mare, lo studio rileva un ulteriore innalzamento di alcune decine di centimetri del livello medio rispetto ai valori attuali.

Per la vegetazione è prevista una forte riduzione dell’area interessata da specie tipicamente alpine e una forte espansione di quelle mediterranee e sub-tropicali.

Parallelamente ci saranno cambiamenti negli ecosistemi sia terrestri sia marini, con conseguenze nelle produzioni nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della silvicoltura. Il ghiaccio è previsto in forte riduzione, sia quello presente nelle formazioni sotterranee (grotte di ghiaccio), sia per la quasi totale scomparsa dei nevai permanenti di superficie.

Gli eventi alluvionali a fine secolo sono previsti più intensi e frequenti, e impongono quindi già oggi un’attenta e corretta pianificazione del territorio che punta a ridurre gli effetti negativi dei cambiamenti in atto. «Per contrastarli – ha osservato Vito – sono necessarie risposte integrate a tutti i livelli, da quello globale a quello regionale e locale.

Ogni territorio ha le sue specifiche vulnerabilità, che devono essere conosciute per trovare risposte adeguate in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Per le azioni di adattamento la Regione ha affidato ad Arpa la realizzazione dello studio che ha l’obiettivo di individuare i settori sociali ed economici sui quali gli impatti previsti dei cambiamenti climatici saranno più rilevanti: la loro conoscenza consentirà di effettuare una migliore pianificazione del territorio, riducendo gli effetti negativi dei cambiamenti in atto».

Lo studio (consultabile nella sezione “cambiamenti climatici” all’indirizzo www.clima.fvg.it) raccoglie le principali conoscenze finora prodotte sul tema e, «grazie alla collaborazione con l’Ictp, è stato possibile per la prima volta ottenere una stima di come potrà cambiare il clima in futuro in Friuli Venezia Giulia utilizzando le simulazioni di alcuni modelli climatici europei, che sono state “ritagliate” su misura per il territorio regionale», ha precisato il direttore generale dell’Arpa, Luca Marchesi.

Il rapporto climatico contiene anche diversi “casi studio”, fra cui quelli che analizzano la possibile intensificazione delle piogge alluvionali, degli eventi di acqua alta lungo la costa e le variazioni del ciclo dell’acqua in termini di ruscellamento, scorrimento superficiale, infiltrazione ed evaporazione.

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