La friulana Romina Dorigo conquista la copertina di “Vogue”

La giovane disegnatrice di moda di Santa Maria la Longa è a Vancouver. «Pronta a scandalizzare»

SANTA MARIA LA LONGA. Romina Dorigo: talento e creatività a non finire, voglia di riuscire e di mettersi in gioco in quantità ancora maggiore. A 23 anni, la disegnatrice di moda, nata a Palmanova e residente a Santa Maria la Longa, compare come “designer” emergente sul numero di marzo di Vogue.

Ed è soltanto il più recente dei suoi risultati. Dorigo muove i suoi primi passi nel laboratorio di tappezzeria della mamma, a contatto con tessuti, stoffe, fili, forbici e macchine da cucire. Approda poi al Sello a Udine, dove l’indirizzo di moda è quello intrapreso.

Nel frattempo frequenta a Firenze un corso alla Fondazione Capucci e altri seminari in altre città italiane. Dopo il diploma, continua a studiare, questa volta trasferendosi a Rimini alla Libera Accademia di Belle Arti dove, dopo aver approfondito gli studi di estetica e di arte contemporanea, si è diplomata in ottobre. Prende quindi il volo e parte per Londra verso la prestigiosa “Central Saint Martins”.

Quella londinese è un’esperienza che le cambia la vita. Qui incontra insegnanti a contatto stretto con l’industria della moda, qui approfondisce tematiche che le sono particolarmente affini come quelle della moda sostenibile, qui lavora alla sua prima sfilata e a una collezione che presenta sia alla biennale di Rimini che a Londra.

È giovanissima Romina, ma ha già al suo attivo tre collezioni. In “Human Body Game” sperimenta le forme dei corpi attraverso abiti che sono vere e proprie sculture prese a prestito dal genio di Michelangelo; in “Do-rigin” si dedica a materiali, tessuti, pelli e comincia ad affrontare il concetto di riciclo; in “Maravêe” sono centrali i temi chiave della natura morta e della bellezza in divenire, in un’evoluzione che comprende il fiorire e il deperire. Da qui una serie di contatti con riviste di moda prestigiose, fino alla pubblicazione su Vogue.

Dorigo, che attualmente è occupata come designer alla Trudi, continua a lavorare alle proprie creazioni. Il sogno nel cassetto? «Ora svolgo un lavoro creativo che mi appassiona. E sarebbe da pazzi in questo momento mettermi in proprio e avviare un mio brand».

E intanto si dà da fare. Sta partecipando, in questi giorni, in Canada, alla Vancouver Fashion Week.Per l’occasione ha creato la collezione “Beauty/Not Beauty” lavorando sul tema degli abiti scartati e utilizzando tessuti che non appartengono soltanto al mondo della moda. Pronta anche, come lei stessa dichiara «a scandalizzare…».
 

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