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Lutto nel mondo della politica, è morto Mario Toros

Toros si è spento a 95 anni all’ospedale di Udine dov’era ricoverato. Tra i fondatori della Cisl dopo la scissione del 1948, è stato parlamentare per 29 anni e ministro del lavoro nel governo Moro al tempo del terremoto

Anna Buttazzoni
1 minuto di lettura
Commemorazione dell'eccidio di Porzus. Il presidente Napolitano con il senatore Toros (foto marzo 2015) 

UDINE. È venuto a mancare oggi, domenica 3 giugno, Mario Toros.

Toros si è spento a 95 anni all’ospedale di Udine dov’era ricoverato. Politico di rango, spigoloso per necessità, faceva del rispetto il suo segno distintivo. Lui che era passato da operaio in fabbrica a 14 anni al ministero del Lavoro. Democristiano da sempre «e lo sono ancora», ha detto fino all’ultimo.

Rimasto vedovo, la moglie Alice è mancata nel 2004, lascia due figlie, Carla e Franca, dalle quali ha avuto cinque nipoti. Ma Toros era anche, orgogliosamente, bisnonno.

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Tra i fondatori della Cisl dopo la scissione del 1948, parlamentare per 29 anni, sottosegretario col ministro Donat Cattin nell'autunno caldo (1968-1969) e poi egli stesso ministro del lavoro nel governo Moro al tempo del terremoto. Quindi per vent'anni (1982-2002) alla guida dei friulani nel mondo e riferimento della Prima Repubblica nella sua casa-museo di Feletto.

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La sua carriera politica

Mario Toros, l'uomo venuto dal sindacato, è stato l'esponente più rappresentativo della politica di casa nostra. Nato a Pagnacco, ha intrapreso il percorso politico nel Dopoguerra, da consigliere comunale a Tavagnacco e poi a Manzano.

Mario Toros e quella chiamata di Moro dopo il sisma: "Così ricostruimmo insieme il Friuli"

Il debutto politico arriva invece negli anni ’50, come consigliere e assessore della “grande Provincia” di Udine che comprendeva ancora Pordenone. Poi il salto. Nel ’58 fa il primo ingresso alla Camera, confermato nel ’63 e nel ’68. Nel 1972 il passaggio al Senato, dove resta fino al 1987 (in tutto sette legislature). Toros è stato sottosegretario al Lavoro e alla Previdenza sociale con i presidenti del Consiglio Mariano Rumor, Emilio Colombo e Giulio Andreotti e infine, per due volte ministro senza portafoglio con delega ai problemi delle Regioni e per altre due a capo del dicastero del Lavoro, con Aldo Moro.

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«Amate questa Italia - disse ai compatrioti sparsi nel mondo - credete in questa giovane democrazia dove è possibile che un operaio diventi ministro del lavoro!». Una frase pronunciata da Toros alla prima conferenza mondiale degli italiani del mondo, alla Fao, nel palazzo dell'Onu.

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