L’Abc del sommelier nelle cantine di Buttrio alla scoperta dei segreti del vino

Storia e tradizione nel mini-corso riservato ai lettori del Messaggero Veneto. Il percorso sensoriale ha proposto degustazioni e abbinamenti

BUTTRIO. La storia, la tradizione e la poesia racchiuse in un bicchiere di vino. A illustrarli è stato Daniele Maestri, uno dei massimi esponenti della Fondazione Italiana Sommelier, nel mini corso “l’Abc del Sommelier” organizzato ieri pomeriggio dall’ente in collaborazione con la Pro Loco Buri e il Messaggero Veneto in occasione della 86esima Fiera Regionale dei vini di Buttrio tenutasi nel fine settimana in Villa di Toppo Florio.



L’evento, organizzato in esclusiva per i lettori della community NoiMv, ha condotto i partecipanti tra le eccellenze del nostro territorio e, in particolare, della città di Buttrio, alla scoperta delle migliori cantine delle zona, dove il terreno è da sempre vocato alla viticoltura.

Un angolo di Friuli dove le vigne si susseguono su colline dolci, dove sorgono cantine, ormai dotate di attrezzature d’avanguardia, presse innovative ma anche botti in rovere, vasche inox e moderni impianti di imbottigliamento. Un progresso che permette di produrre bottiglie d’eccellenza, dove però non si dimenticano storia e tradizioni e i preziosi suggerimenti tramandati di padre in figlio.

La degustazione è iniziata con un prodotto autoctono ed inedito come la Ribolla Gialla spumantizzata, fragrante di lievito con spiccati sentori di rosa gialla, perfetta per un antipasto. Una storia, quella della cantina Valle, nata grazie al suo fondatore Luigi che decise, nonostante la natura ribelle del territorio, di piantare diecimila ceppi per ettaro lanciando un’idea inedita: infittire per avere più piante, ciascuna con poca uva e di qualità maggiore.

Dalla bolla al Friulano, prodotto dal Castello di Buttrio azienda agricola di Alessandra Felluga, tra profumi delicati ma persistenti, dalla forte salinità. Un vino saporito, quasi salato, grazie all’influsso del mare. Un vitigno autoctono che testimonia quindi la diversità naturale di questi luoghi e la loro unicità.

La macerazione a freddo del pigiadiraspato, la pressatura soffice, la decantazione e la fermentazione a temperatura controllata del mosto fiore sono alcune delle caratteristiche che rendono piacevole il Sauvignon di Buiatti, annata 2016.

Paglierino pallido, quasi verdolino, si caratterizza per una certa acidità che esalta il profumo tipicamente erbaceo. Un’acidità che rinfresca e che lo rende gradevolissimo in abbinamento con formaggi di media stagionatura.

La degustazione si è conclusa con il Refosco dal Peduncolo Rosso dell’azienda Petrucco, sempre di Buttrio, che ha tra i suoi punti di forza i terrazzamenti assolati, caratterizzati dalla presenza di argilla e ricco di micro-elementi minerali.

Un vino dalle intense fragranze fruttate, con retrogusto di lampone ribes e frutti neri, che ben si fondono con le spezie. Un bicchiere dal sapore asciutto e dalla freschezza vivace che ben si accoppia con piatti a base di funghi e selvaggina.

Il percorso ha proposto i vini e gli abbinamenti più adatti per un pasto degno di nota, da poter riproporre anche a casa, nella quotidianità per mangiare bene e bere meglio.

L’iniziativa è poi proseguita con la degustazione libera, dove i lettori hanno potuto degustare altre pregiate etichette friulane, ma anche usufruire della selezione proposta dalla guida ViniBuoni d’Italia.

All’interno di Villa di Toppo Florio, infatti, è stata allestita Enoteca Italia, un ineguagliabile banco di degustazione in cui erano presenti oltre 340 tipologie di vini provenienti da tutte le regioni della Penisola.

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