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Agricoltori in aiuto delle api riempiono i campi di fiori

Sono stati seminati 10 ettari su vari terreni ricreando l’habitat ideale per gli insetti. I promotori: nessun tornaconto economico, vogliamo solo riqualificare l’ambiente

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POCENIA. «Non c’è nessun tornaconto economico, l’abbiamo fatto solo per amore dell’ambiente». L’agricoltore Demetrio Betto lo dice con naturalezza, tra i fiori che ha piantato in 10 ettari di campi a Pocenia. Guarda compiaciuto le api che si posano sopra. Attorno a lui, la natura che si risveglia con la fioritura di quei terreni seminati pochi mesi fa.

Perché il progetto proposto da Apisophia, a cui ha deciso di aderire la sua azienda agricola, assieme al Comune di Pocenia e alla Soc. Coop. Pocenia Biogas, in collaborazione con la locale associazione dei cacciatori e con gli apicoltori della provincia di Udine, punta a contrastare la moria delle api attraverso i fiori e le piante utili per la loro sopravvivenza.

È stato così avviato il progetto di riqualificazione ambientale di numerose aree , alcune delle quali appartenenti alla riserva e alle zone del parco del fiume Stella.

«Abbiamo deciso di fare un investimento – spiega Demetrio Betto assieme ai figli Simone e Stefano – che ammonta a circa due mila euro e di aderire a questo progetto che ha visto il supporto anche dell’azienda agricola di Antonello Cudini e del figlio Juri soci della Pocenia Biogas.

Siamo partiti con l’inerbimento dei terreni utilizzando essenze mellifere e ricreando l’habitat più favorevole agli insetti prònubi, cioè quegli insetti che trasportano il polline da un fiore all’altro, e a un imenottero (Ooencyrtus telenomicida) che, se inserito nell’ambiente, potrebbe parassitare le uova della cimice asiatica, evitando l’utilizzo dei pesticidi, al momento gli unici mezzi a disposizione usati per arginarne l’invasione, favorita dall’intensificarsi degli scambi commerciali e dal cambiamento climatico».

«Tra le piante del miscuglio seminato – conclude – ci sono facelia, medica, trifoglio violetto, trifoglio subterraneo, grano saraceno, senape bianca, miglio. All’interno ci sono essenze utili anche per la fauna. È un modo per salvaguardare le api, sempre più affamate a causa delle monoculture, con le piante che prediligono».

«Questo progetto tra enti e associazioni aventi finalità diverse – riferisce poi il sindaco di Pocenia Sirio Gigante – può essere un esempio anche per altri comuni di collaborazione per perseguire uno scopo condiviso. Il fatto che il mondo agricolo sia sensibile a tale problema e che investa anche in coltivazioni non redditizie per le stesse aziende ma importanti per tutta la collettività è un segnale davvero significativo».

Nessun tornaconto economico, dunque. Solo la volontà di riqualificare l’ambiente. Per «fare habitat assieme». Perché si può cambiare, unendo le forze. Per farlo, del resto, basta un fiore.

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