Gli incentivi non funzionano: flop di auto elettriche e ibride

Un contratto su due riguarda motorizzazioni diesel. Sina: restano il futuro. «Mancano ricariche e i mezzi con alimentazione mista costano troppo»

UDINE. Sempre meno vetture acquistate, sempre più a noleggio. Cambia così, anche in Friuli Venezia Giulia, il mercato dell’automobile, stabile – dopo la ripresa dell’ultimo triennio – grazie alle immatricolazioni di chilometri zero e agli acquisti, non ultimo pro noleggio, delle partite iva che oggi pesano quanto i privati. Cinquanta e cinquanta. Non ultimo perché questi ultimi si stanno sempre più orientando verso soluzioni a noleggio, che passano, appunto, dalle aziende e sono competitive, flessibili, garantite.



A dirlo è stato Giorgio Sina, capogruppo Auto Moto e Ricambi di Confcommercio Fvg, analizzando i dati relativi alle immatricolazioni nell’ultimo semestre. Appena 48 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In sei mesi, le “nuove” auto sfiorano le 20 mila unità, restando lontane dai volumi precrisi, quando in un anno se ne immatricolavano oltre 50 mila. Se il mercato tiene (a fatica) lo «si deve – per Sina – agli sforzi fatti dai concessionari. La situazione tuttavia rimane difficile e faremo fatica – vaticina l’imprenditore - a mantenere i livelli del 2017». Lo dice, Sina, con un occhio rivolto alla confusione che si è generata nei consumatori rispetto a quale alimentazione scegliere. Sia in considerazione dei consumi che del carico ambientale.

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Tutti parlano delle alimentazioni alternative, ma alla prova della strada per lo storico concessionario friulano la soluzione principe resta il gasolio. «Basta demonizzare il diesel – ha dichiarato con fermezza -. Le auto a benzina vanno bene per chi fa poca strada, chi macina chilometri deve invece orientarsi sul gasolio che, ancor più nella nuova motorizzazione Euro 6d, garantisce la riduzione delle emissioni e dei consumi«. L’auto elettrica? Per Sina non costituisce a oggi una vera alternativa. «I tempi di autonomia sono bassi, le infrastrutture di ricarica insufficienti. Risultato: se ne vendono poche. Un’alternativa sono le ibride, specie per chi bazzica molto la città, ma costano in media 1.500 euro in più rispetto all’alimentazione tradizionale».

A colmare il gap aveva pensato la passata amministrazione regionale prevedendo tre ordini di contributi: 3, 4 e 5 mila euro rispettivamente per chi acquista un’auto gpl, ibrida o elettrica. Il contributo c’è, ma l’effetto leva non si vede. «Io non sento di gente che entra in concessionaria chiedendo del contributo che a mio avviso andrebbe ripensato» dichiara Sina. «Il vero problema è l’obsoleto parco macchine circolante. In Fvg abbiamo il 44% dei veicoli che hanno motorizzazioni da Euro 0 a Euro 4. Consumano di più, inquinano di più. Così com’è stato pensato l’incentivo non cambia di molto la situazione. Andrebbe ripensato, più semplicemente andrebbe incentivando, come fatto a suo tempo da Confcommercio, chi cambia l’auto rottamando la vecchia».

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