Emergenza cimici nel Medio Friuli, l'assessore regionale: «I fondi non ci sono»

Intervista a Stefano Zannier, in vista del convegno a Villa Manin: «Gli interventi? Palliativi. Proviamo a trovare le risorse che oggi mancano»

Due i convegni organizzati per domani a Villa Manin di Passariano e nell’ambito all’interno della 49° edizione della Festa della Mela di Pantianicco per fare il punto sulla situazione della cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) in Friuli Venezia Giulia. Alte le aspettative dei produttori agricoli del Medio e Basso Friuli per conoscere il ruolo della Regione e a che punto è arrivata la ricerca di un antagonista che possa combattere l’invasione dell’insetto.

Un’invasione che quest’anno ha portato alla perdita del 50 per cento del prodotto frutticolo, con punte che hanno toccato il 90 per cento. L’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Stefano Zannier, che parteciperà al convegno di Villa Manin, traccia una panoramica della situazione, che si rivela non proprio rassicurante.


Assessore Zannier, di fronte all’emergenza cimici soprattutto nel Medio Friuli, quali sono le prospettive?

«Dalle analisi che si stanno effettuando anche al di fuori della regione non si è evidenziata una soluzione a questa situazione che non ci mette nelle condizioni di sradicare il problema. Tutti gli interventi sono dei puri palliativi».

A che punto è la ricerca?

«Definire un punto significherebbe avere già una prospettiva, non esiste una soluzione che garantisca un intervento. Abbiamo pensato di abbinare più metodologie di intervento con una gestione integrata del problema che porti a diverse soluzioni tecniche. Per quanto riguarda gli antagonisti non esiste nemmeno una bibliografia in tal senso. Ci sono inoltre degli aspetti normativi che tutelano il rilascio di organismi non autoctoni. Esiste una base direttiva di riferimento a livello nazionale e internazionale. In Italia per esempio non è consentito il rilascio in natura in quanto prima deve essere effettuato uno studio specifico d’ impatto ambientale, con relative valutazioni tecniche e scientifiche sui rischi di immissione».

Cosa pensa delle reti di protezione, rivelatesi inefficaci?

«Il fatto della posa in opera delle reti a protezione delle produzioni frutticole comportano una posizione corretta, bisogna capire se è possibile farlo in maniera sigillata. Ci sono degli esperimenti in tal senso. Stanno operando dei gruppi di tecnici che approfondiscono il problema per riuscire ad ottenere un meccanismo più preciso».

La Regione metterà dei fondi a disposizione delle aziende colpite dalla cimice?

«Se ci saranno volentieri, stiracchieremo le norme fino a quanto è possibile. Soldi non ce ne sono. Vedremo se in assestamento ci saranno delle disponibilità».

Intanto Maurizio Rinaldi, vicesindaco di Sedegliano, una delle zone maggiormente colpite dall’invasione della cimice marmorata asiatica e invitato a partecipare al convegno di Villa Manin, rimarca le gravi condizioni in cui si trovano le aziende agricole del territorio, con un danno economico importante al quale si aggiunge un ribasso del prezzo di tutti i prodotti frutticoli e agricoli.

«Nonostante l’impegno della Regione e degli enti preposti, è difficile immaginare soluzioni positive c’è la speranza che le aziende vengano sostenute economicamente almeno a medio termine», indica l’esponente della giunta Donati. —


 

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