Veleno nei campi contro le api, parla l'esperto: "Sostanze dannose per la catena alimentare"

Lorenzo Furlan, dirigente del settore agraria di Veneto agricoltura

Udine: l’analisi di Lorenzo Furlan, dirigente del settore ricerca agraria di Veneto agricoltura suffragata da 20 anni di esperimenti 

UDINE. Gli agricoltori che ricorrono all’approccio industriale li usano in modo preventivo, per “liberare il campo” da ogni parassita in grado di interferire con lo sviluppo della coltura a prescindere da valutazioni sulla effettiva dannosità dei parassiti e sulla sussistenza di equilibri naturali di evitare danni apprezzabili.

Così l’impiego di fitofarmaci, specie nelle colture maidicole, dilaga. A parlare dello stato dell’arte sulla diffusione degli insetticidi neonicotinoidi, specie nell’uso come conciante del seme che deve eliminare sia i parassiti in grado di danneggiare la parte sotterranea della coltura sia quelli che attaccano la parte esterna, è Lorenzo Furlan, dirigente del settore ricerca agraria di Veneto agricoltura.

«L’impiego di tali sostanze nell’agricoltura non solo è inutile, ma anche dannoso il più delle volte – sottolinea – la prima alternativa è la difesa integrata, non solo, ma l’esperienza del Fondo mutualistico mais offerto da Condifesa di Veneto e Friuli Vg ha evidenziato come un approccio assicurativo sia più efficace dei trattamenti chimici utilizzati in modo profilattico con rimborso di danni per meno dell’1% della superficie assicurata e nel contempo riducendo drasticamente l’impatto ambientale e sull’uomo».

Si tratta di insetticidi “sistemici”, cioè in grado di essere trasferiti in tutti i tessuti della pianta e quindi in grado di uccidere insetti che succhiano e masticano foglie.

«La sistemicità di questi insetticidi, unita alla loro capacità di uccidere gli organismi con concentrazioni basse di sostanza attiva, causa un fortissimo impatto sull’ambiente – spiega Furlan–. Tali molecole distribuite su milioni di ettari coltivati finiscono nei terreni e nelle acque che diventano tossiche per molti organismi che ci vivono e vi si nutrono.

Ciò ha influenza negativa sugli animali che si nutrono di insetti, sia perché diminuisce il cibo, sia perché questo quando disponibile può essere contaminato; e così via nella catena trofica in cui l’uomo è inserito. Ormai, i neonicotinoidi sono presenti negli alimenti e dentro i nostri corpi, hanno diminuito la consistenza delle comunità di molti organismi e causato devastanti modifiche negli ambienti coltivati e naturali.

In sintesi, i neonicotinoidi hanno già danneggiato l’ambiente sull’intero pianeta, interferendo pesantemente sui cicli della vita, causando mortalità di api, impollinatori selvatici, farfalle e molti altri insetti, lombrichi, uccelli, invertebrati del suolo e dell’acqua che sono alla base della catena alimentare e servizi ecosisistemici.

Stanno minando la base della vita; e tutto questo per quale vantaggio – si interroga Furlan –? In venti anni di esperimenti e osservazioni appare chiaro che i vantaggi per gli agricoltori sono limitati o assenti, mentre la resistenza dei parassiti alle molecole sta crescendo».
 

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi