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Non solo bottoni: quelli creati da Laura sono opere d’arte

Dopo 15 anni nell’informatica ha coronato il suo sogno. Nel laboratorio di Udine forgia capolavori entrati in un museo

Da piccola era affascinata dalla scatola di latta dove la nonna conservava i bottoni. Tanti, di ogni forma, grandi, piccoli, bianchi, colorati. Oggi il suo mestiere è fare bottoni: in ceramica.

Per un curioso scherzo del destino. Sì, perché Laura Piani, udinese, classe 1970, fino al 2011 lavorava all’Insiel. Subito dopo la laurea in Scienze dell’Informazione e un master in informatica medica, infatti, c’è stata l’assunzione e i 15 anni trascorsi a occuparsi di sistemi informatici di supporto alla sanità. Poi, la folgorazione. «Manualità e creatività le ho ereditate fin da bambina dai miei genitori», racconta.

Così, quella smania di «fare» con le mani – mai abbandonata crescendo –, l’ha portata a frequentare un corso base di ceramica all’Hattiva Lab di Udine. Era il 2008. E da quel momento, da quando ha messo le mani in pasta – anzi nell’argilla –, non ha più smesso. Inizialmente la passione è stata condivisa con l’amica Elena Borgna, la responsabile delle lezioni di ceramica.

E pure con l’informatica. Poi il grande salto. «Alla soglia dei 40 anni abbiamo deciso di inseguire quello che era un sogno nel cassetto, scegliendo una vita con tempi e ritmi più sostenibili».

In quell’«abbiamo» non c’è solo Laura. Ma pure il marito Ferdinando. E le due figlie: Alice, 20 anni, e Gaia, 16. La ditta artigiana l’hanno chiamata «Flag», dalle iniziali dei loro nomi. E quell’«abbiamo» significa che la decisione di lasciare il posto fisso ha accomunato moglie e marito. Seppur in tempi diversi. Lui oggi fa il consulente di metallurgia per diverse aziende americane. Lei è la titolare di «Bottoni e non solo», il laboratorio che si trova nel retro della sua abitazione di via Postumia a Udine.

È lì il suo regno. Un luogo incantato dove, da qualsiasi parte si volga lo sguardo, è la meraviglia a prendere il sopravvento. È lì che ogni giorno dà vita a piccoli, incantevoli, manufatti in ceramica. Unici e irripetibili. Portano nel cuore l’impronta di Laura, la sua creatività. «Ogni singolo bottone – spiega – si arricchisce pure della storia della terra, grazie all’argilla in cui è plasmato».

Dalle argille della tradizione italiana – terraglia e maiolica –, al gres («Il mio preferito») e alla porcellana. «A seconda delle tecniche e degli effetti che cerco, scelgo le une o le altre. Le prime necessitano di una cottura a bassa temperatura, fino ai mille gradi, per le altre invece si superano i 1.200 gradi».

Seppur minuscolo, ogni singolo bottone «richiede oltre una decina di passaggi». Dietro ai quali c’è una instancabile cura dei particolari. Partendo dalla continua ricerca di nuove forme, passando per la rifinitura dei manufatti. È allora che i piccoli pezzi di terra secca «incontrano» spugne umide e mirette (tipici strumenti per la modellazione). Prima del fuoco, Laura si dedica altrettanto pazientemente alla fase della pittura. A vederla all’opera, si stenta a credere che fino a qualche anno fa il suo mondo era quello della programmazione informatica.

Non nasce bottone che non abbia a monte la traccia di una storia da narrare. «Ciascuno porta con sé stili e scelte di vita personali». Dall’impegno sociale – «Ho abitato a Zugliano e sono cresciuta praticamente con don Pierluigi Di Piazza, “vivendo” con mio marito l’esperienza del centro Balducci fin dalla sua fondazione» –, a quello politico come assessore alle Politiche sociali del Comune di Pozzuolo del Friuli.

Ecco perché i suoi bottoni – alcuni sono conservati al Museo italiano a loro dedicato a Sant’Arcangelo di Romagna – «sono abituati» ad essere attenti anche a quello che accade attorno. Colorati di giallo, ad esempio, sostengono progetti come quello dedicato a Giulio Regeni. I bottoni sono venduti a offerta libera e l’intera somma raccolta viene versata sul conto corrente di Banca Etica che la famiglia Regeni ha attivato.

Anche queste piccole opere uniche, al pari dell’intera produzione – ci sono pure bomboniere, segnalibri, braccialetti, ciondoli e collane, orecchini, decorazioni per la casa e molto altro –, sono contraddistinte dalla scelta dell’utilizzo di materiali apiombici e atossici. «E per principio la produzione è “a ciclo chiuso”».

Insomma, Laura e i suoi bottoni non lasciano dietro sé scarti. Solo un’impronta dove il rispetto dell’umanità e dell’ambiente è la regola.

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