Maltempo, gravissimi i danni: Carnia spezzata in due

In molti comuni è piena emergenza. Molteplici le criticità: la viabilità interrotta in diversi punti, blackout che si stanno prolungando da 48 ore in circa diecimila utenze, danni ad abitazioni private, strutture industriali e ricettive, le frane, la devastazione del patrimonio boschivo e forestale. Reportage, foto, video e commenti di questi giorni flagellati da pioggia e vento

[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) maltempo]]

Il maltempo ha concesso una tregua. Dopo aver flagellato la regione da domenica 28 a martedì 30 ottobre, mercoledì le precipitazioni e le forti raffiche di vento che hanno spazzato il Friuli dai monti alla costa si sono placati.

 

Breve tregua

 

Ma il ritorno del sole avrà vita breve. Già da giovedì 1 novembre la situazione è destinata a mutare nuovamente con il ritorno della pioggia e dei temporali, a tratti intensi.
 

Le precipitazioni, anche abbondanti, continueranno nella giornata di venerdì 2 rischiando di aggravare una situazione che, soprattutto in Carnia, è di piena emergenza.


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Ad oggi in molti comuni della Carnia e della Valcellina è piena emergenza. Molteplici le criticità: la viabilità interrotta in diversi punti, blackout che si stanno prolungando da 48 ore in circa diecimila utenze, danni ad abitazioni private, strutture industriali e ricettive, le frane, la devastazione del patrimonio boschivo e forestale. E comincia la conta dei danni che, alla luce di quanto successo, sarà elevatissima.
 

Fvg flagellato dal maltempo: la fotocronaca

 

Resta l'allerta


La Protezione civile del Fvg ha emanato un'allerta arancione che resterà in vigore fino alla mezzanotte di venerdì 1.  Alla luce delle numerose criticità idrogeologiche verificatesi sul territorio montano - si legge nella comunicazione della Pc - e del permanere di livelli sostenuti dei corsi d'acqua in pianura, i cui colmi di piena si stanno solo gradualmente riducendo con il transito verso il mare, saranno ancora possibili locali situazioni di crisi nella rete idrografica minore e di drenaggio urbano, fenomeni di instabilità dei pendii e delle sponde fluviali con interruzioni della viabilità e problematiche connesse al passaggio delle onde di piena nei tratti di pianura del Tagliamento e del Meduna.



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Pioggia evento spazzano la montagna e il mare: i video

 

Viabilità, la situazione

 

Ma analizziamo la situazione della viabilità.

  • SS 52 "Carnica": aperta fino a Forni di Sopra; chiusura al km 63 per alberi schiantati sulla sede stradale e apertura Passo Mauria prevista per domani mattina
  • SR 355 “della Val Degano”: prima interruzione a Comeglians (ponte sul Degano al km 13+500 parzialmente crollato; allo studio la possibilità di ripristinare il traffico sul ponte comunale in ferro quantomeno per traffico leggero e mezzi di soccorso; in fase di studio anche la possibilità di parziale recupero della transitabilità sul ponte regionale per il traffico pesante ); seconda interruzione per alberi su sede stradale all'ingresso di Forni Avoltri (loc. Temerat da km 24 a km 25+400). Strada percorribile tra Forni Avoltri e Sappada
  • SR 465 “della Forcella Lavardet e Valle San Canciano”: chiusa da Ravascletto in direzione Sutrio (riapertura con sensi unici alternati prevista entro mercoledì sera); da Comeglians in direzione Prato Carnico: aperta fino al km 24; dal km 24+000 (loc. Solari) chiusa fino al confine bellunese (ma solo bosco e non centri abitati)
  • SR 251"della Val Cellina": chiusa al km 70+850 loc. Barcis per esondazione torrente Cellina; materiale detritico in carreggiata: da Barcis a Claut e da Cimolais a Erto e Casso transito a senso unico ma con difficoltà
  • SR 552 "del Passo Rest": chiusa dopo l'abitato di Tramonti di Sopra dal km 23+800 al km 7+200
  • SR UD 73 “del Lumiei” chiusa loc. Sauris; in corso intervento per la messa in sicurezza delle scarpate e taglio degli alberi
  • SR UD 1 "della Val d'Arzino" aperta; in corso intervento per la messa in sicurezza
  • SR UD 72 "di Invillino" aperta; in corso intervento per la messa in sicurezza
  • SR UD 123 "dello Zoncolan" chiusa; intervento di messa in sicurezza in corso
  • SR UD 110 "di Pramollo" chiusa; intervento di messa in sicurezza in corso
  • SR UD 112 "della Val Aupa" aperta lato Pontebba; chiusa lato Moggio Udinese e intervento di messa in sicurezza in corso
  • SR UD 76 "della Val Raccolana"  aperta lato Sella Nevea; chiusa lato Tarvisio e intervento di messa in sicurezza in corso
  • SR UD 111"di Alzieri" chiusa; intervento di messa in sicurezza in corso
  • SR UD 40 "di Paularo" chiusa per caduta massi
  • SR UD 23 "della Val d'Incaroio" chiusa con possibilità di transito controllata fino al km 14+000 (centro abitato)
  • SR UD 24 "della Val Pontaiba" aperta fino al km 7+600; chiusa per caduta alberi fuori dal centro abitato dal km 7+600 al km 9+461
  • SR PN 1 chiusa in corrispondenza abitato di Vito d'Asio
  • SR PN 57 “di Campone” chiusa dal km 11+300 al km 16+500
  • SR PN 60 chiusa al sottopasso ferroviario km 0+000 loc. Fiume Veneto (entrata PN)
  • SR PN 27 loc. Rauscedo guado chiuso dal km 11+500 al km 13+500
  • SR PN 51 loc. Cordenons guado chiuso dal km 4+000 al km 5+800
  • SR PN 49 chiusa al km 4+700 loc. Prata di Pordenone
  • SR PN 25 "di Tamai" chiusa al km 4+800 loc. Brugnera

 

Pioggia e vento da record

 

 

Per rendere l’idea di cosa si è abbattuto sulla regione basta leggere il rilevamento effettuato, martedì 30, dall’Osmer a Cima Rest (nella zona di Tramonti di Sopra), con folate che hanno raggiunto i 200 chilometri orari. Vento molto forte, comunque, anche quello che ha spazzato la Bassa e il Collinare, con raffiche tra i 90 e i 100 chilometri orari.


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Precipitazioni che tra sabato e martedì a mezzogiorno hanno fatto registrare numeri record, con il valore più alto a Malga Chiampuz (Forni di Sotto), con 870 millimetri di pioggia: più di tre volte la pioggia usuale di ottobre. Dato praticamente identico quello registrato dai rilevatori Osmer a Casera Pradut (Claut), con 867 millimetri di pioggia caduta al suolo. A Livinal Lunc (monte Canin) sono stati invece registrati 621 millimetri, 504 i millimetri caduti a Cave del Predil.

Ma se l’acqua ha flagellato il Friuli Venezia Giulia, tra lunedì e martedì sono state pesanti anche le conseguenze del vento. Relativamente alla giornata di martedì, gli anemometri dell’Osmer hanno registrato il picco (200 km/h) a Cima Rest mentre sul Col Gallina (Polcenigo) le raffiche hanno raggiunto i 173 km/h.


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In Carnia vento a 159 km/h sul Marinelli, 139 km/h sullo Zoncolan. Sul monte Lussari raffiche a 142 km/h: il valore più alto registrato dal 1993. «Ma se in montagna i valori sono stati da record - ricorda Stefanuto -, un vento molto forte ha soffiato anche sulla costa e sulla pianura: nella Bassa e sul Collinare sono state registrate raffiche tra i 90 e i 100 km/h.

 

Uomini in campo

 

La Regione, nel frattempo, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha approvato uno stanziamento di 10 milioni per far fronte a una prima serie di interventi. Sono state messe in campo squadre di intervento per un totale di 900 persone.


Nello specifico, sono circa una sessantina i manutentori del Servizio gestione territorio montano, bonifica e irrigazione nonché 110 i cantonieri ed operai di Fvg Strade che la Regione ha messo a disposizione della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia per garantire gli interventi di sgombero materiali e il ripristino della viabilità nelle zone colpite dal maltempo che in questi giorni ha interessato il nostro territorio.


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La decisione, su proposta degli assessori Stefano Zannier e Graziano Pizzimenti, è stata presa oggi nel corso della seduta straordinaria della Giunta regionale. Durante i lavori, l’Esecutivo, oltre a fare il punto della situazione, è entrato in alcuni dettagli operativi delle operazioni di emergenza, al fine di incrementare il numero di uomini e mezzi per riportare quanto prima alla normalità la situazione nelle zone alluvionate.


I 170 uomini, coordinati dalla Protezione civile regionale, andranno così ad aggiungersi ai 750 volontari già attivi nelle operazioni di monitoraggio e interventi sul territorio. A questi verrà poi affiancato il personale e i mezzi delle imprese di pronto intervento che operano lungo le arterie gestite da Fvg strade nonché i sorveglianti della società regionale, addetti al monitoraggio della viabilità.


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I manutentori dell’area Foreste verranno impiegati per gli interventi emergenziali di alcuni servizi essenziali; tra questi figurano il ripristino della percorribilità di strade comunali interessate dalla presenza di alberature sulla carreggiata, smottamenti, ripristino della funzionalità delle opere di sgrondo delle acque e interventi di ripristino di dissesti idrogeologici.


Gli uomini verranno suddivisi in una quindicina di squadre che, nel Pordenonese, opereranno a Erto e Casso, Cimolais e Vito d’Asio. Nella Carnia, invece, saranno attive a Tolmezzo, Lauco, Valle del But, Resia, Forni di Sopra e Tarcento. Il raccordo organizzativo e funzionale degli operai sarà svolto dall’Amministrazione locale che, con il supporto del Servizio competente, li indirizzerà nei luoghi di intervento.


I 110 cantonieri e operai messi a disposizione da Fvg Strade saranno invece divisi in 21 squadre e interverranno lungo 22 strade regionali e una statale nell’area pordenonese e udinese interessate dalla presenza di detriti o smottamenti a seguito delle avverse condizioni meteo di questi giorni. Oltre agli uomini saranno operativi anche una sessantina di mezzi tra pale meccaniche ed autocarri.