Dopo il maltempo c'è un enorme cimitero di alberi da sgomberare entro la primavera

Un milione di metri cubi di legname a terra in Carnia, Valcellina e in Trentino Alto Adige, 3,5 milioni in Veneto

UDINE. La stima è da brividi. Parla di un milione di metri cubi di tronchi abbattuti in Friuli dall’ondata di maltempo che ha messo in ginocchio Carnia e Valcellina. Poco più, poco meno. Tanto pesano complessivamente gli alberi che la forza del vento ha spezzato e in taluni casi sradicato dai pendii montani, offrendo il triste spettacolo di rilievi spogliati per chilometri.

Il volume del materiale legnoso finito a terra è gigantesco rispetto a quello che la regione generalmente gestisce in termini di prelievo: pesa circa 6 volte tanto e apre a una serie di problemi. Da gestire nel segno di un imperativo: fare in fretta. La dead line è fissata infatti alla prossima primavera: «Tutto quello che resterà dopo maggio-giugno del prossimo anno non avrà più alcun valore», sentenzia l’assessore regionale alle risorse agricole Stefano Zannier nell’attesa di poter iniziare i lavori al più presto.

Non appena il monitoraggio aereo delle zone colpite, iniziato ormai da qualche giorno, sarà terminato consentendo di approntare un crono-programma delle priorità. «Ci vorrà ancora qualche giorno per concluderlo» ha detto Zannier che nel frattempo ha preso contatti con il suo omologo veneto e capire se e come sarà possibile lavorare insieme: «In Veneto la stima è di 3,5 milioni di cubi di legname cauti a terra, se noi ne abbiamo per circa un milione e altrettanti potrebbe averne il Trentino Alto Adige parliamo di 5,5 milioni di metri cubi di legname da gestire».

Materiale che in parte andrà perso, in parte potrà finire sul mercato, di sicuro deprezzato rispetto al valore che avrebbe avuto se fosse stato tagliato. Il danno è certo e si annuncia ingente. Di quale entità è però presto per dirlo.

Al momento Zannier guarda alle priorità. Concluso il monitoraggio sarà finalmente disponibile in quadro d’insieme preciso. «Valuteremo qual è la prevalenza del rischio e sulla base di quella interverremo» annuncia l’assessore, cosciente della partita a scacchi con il meteo, che in inverno, in montagna, significa anche neve. Ennesimo elemento pronto a rendere più difficili le condizioni di recupero del materiale legnoso abbattuto dalle raffiche di vento.

«Come concordato con le amministrazioni locali, che nei prossimi giorni inizieranno a operare a bordo strada, avremo una road map che definirà aree e priorità di intervento. Ci dirà dove, insomma, è bene agire subito – spiega Zannier – e dove invece si potrà aspettare programmando interventi successivi. In questa fase coinvolgeremo tutti gli operatori del settore, compresi gli utilizzatori secondari, vedi le segherie».

Quello degli operatori è un altro tema (problema) aperto sul tavolo. Le imprese boschive in Fvg sono 150 e prelevano qualcosa come 150/160 mila metri cubi di materiale l’anno che significa un sesto di quello che oggi sta in terra nei boschi di Carnia e Valcellina.

Appare difficile anche solo immaginare che possano moltiplicare non di una ma di ben sei volte l’impegno. Come fare a rimpolpare quelle fila è dunque un altro interrogativo che al momento resta in sospeso. E poi c’è il nodo economico. Ultimo, ma niente affatto secondario.

L’immissione improvvisa di elevati volumi di legno rischia infatti di drogare il mercato, facendo abbassare ulteriormente il prezzo dei tronchi a danno dei proprietari. «Dobbiamo definire la quantità di materiale a terra – dice ancora Zannier –, capire in quale percentuale questo ricada su terreni pubblici o privati, prelevare il materiale “buono” e verificare con le vicine regioni, Veneto e Trentino Alto Adige, la disponibilità in termini di stoccaggio per cercare di calmierare il prezzo».

Zannier sta tenendo insieme tutte queste complessità. «Il rischio – rimarca il titolare delle risorse agricole in seno alla giunta Fedriga – è di tre tipi: fitosanitario, legato cioè al proliferare di parassiti che rischiano di attaccare, dopo il legno a terra, quello sano; di tenuta dei versanti, che potrebbero scivolare lì dove gli alberi sono stati sradicati; infine di sicurezza perché alcuni tronchi potrebbero rotolare e cadere su strade o case». Zannier tiene a tranquillizzare la gente. «Non c’è nessun allarme. Stiamo gestendo la situazione – conclude – e cercheremo di essere il più tempestivi possibile».

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi