Competitive e severe: ecco le scuole migliori da Udine e Pordenone

La Fondazione Agnelli indica gli istituti eccellenti nella preparazione all’università. Nel report l’indicatore dei diplomati in regola: in Fvg le superiori sono selettive

UDINE. L’eccellenza delle scuole in Friuli Venezia Giulia è una partita a due fra Udine e Pordenone, anche se la palma di migliore istituto della regione va al liceo classico Carducci Alighieri di Trieste. Secondo gradino del podio allo Stellini di Udine, seguito a stretto giro dal Convitto nazionale Paolo Diacono di Cividale del Friuli. Da segnalare che la classifica dei licei classici coincide con quella delle scuole tout court. A compilare la classifica è la Fondazione Agnelli che, attraverso Eduscopio, individua chi prepara meglio alla carriera universitaria.

Per la nuova edizione di Eduscopio, i ricercatori della Fondazione Agnelli - Gianfranco De Simone e Martino Bernardi – hanno analizzato i dati di circa un milione e 260 mila diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (2012/13, 2013/14 e 2014/15) in circa 7 mila indirizzi di studio nelle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie.




La novità di questa edizione è l’aggiunta di un indicatore chiamato Percentuale di diplomati in regola. Si tratta di un indicatore che spiega, per ogni scuola, quanti studenti iscritti al primo anno hanno raggiunto senza bocciature il diploma cinque anni dopo. Se la percentuale è alta, la scuola è molto inclusiva e si impegna a portare avanti il maggiore numero di studenti, senza praticare una severa politica di scrematura: così gli studenti hanno percorsi più regolari. Se è basso, la scuola è molto selettiva e gli studenti sono incappati in bocciature o hanno addirittura abbandonato l’istituto.

Guardando a questo indice, in Friuli Venezia Giulia si scopre che le scuole sono molto selettive, con punte di insuccessi anche superiori al 50 per cento, come accade al Manzini di San Daniele o allo Zanon di Udine. Complessivamente la classifica di Eduscopio si basa sull’indice Fga, che considera la media dei voti rimediati all’università dagli studenti appena usciti dalle scuole superiori, più dal numero di crediti che i ragazzi sono riusciti ad accumulare durante il primo anno di corso. I numeri sono desunti dall’Anagrafe nazionale degli studenti universitari (Ansu) del ministero dell’Istruzione, che raccoglie i dati amministrativi ricevuti dalle segreterie di ateneo.

L’indice Fga tratteggia un Friuli Venezia Giulia a doppia trazione, divisa fra Udine e Pordenone. Gorizia resta sempre fuori dal podio per gli indirizzi presi in esame (classico, scientifico, scienze umane e tecnico economico, di cui riportiamo i primi tre classificati in tabella. Per vedere la classifica generale è sufficiente collegarsi al portale Eduscopio.it), mentre Trieste compare in due occasioni: guida la classifica regionale con il liceo classico Carducci Alighieri che ottiene un indice Fgc di 81,8 punti. Ma anche l’Oberdan di Trieste centra il secondo posto fra i licei scientifici con un Fga di 76,4.

Per il resto è un sei a quattro a favore di Udine, ma la Destra Tagliamento conquista ben due podi, il primo con il Pujatti (medaglia d’oro con 63 punti nell’indirizzo Scienze umane) e il secondo con il Mattiussi (miglior istituto tecnico economico con un punteggio di 62,8). Pordenone agguanta anche un terzo posto nelle Scienze umane, con il Leopardi Majorana (60,1) e un altro con il Grigoletti fra i scientifici (76,05). Udine, invece, oltre al secondo e terzo posto fra i licei classici, centra il primato fra i licei scientifici grazie ai 77,24 punti del Marinelli. Il Percoto conquista la seconda piazza nell’indirizzo Scienze umane (60,5), mentre al Tecnico economico, il Manzini di San Daniele (62,7) e lo Zanon di Udine (62,6) seguono il Mattiussi di Pordenone (62,8).

Come accennato, i ricercatori di Eduscopio, hanno analizzato due indicatori per comparare la capacità delle scuole di preparare per gli studi universitari: vale a dire la media dei voti ottenuta dagli esami universitari, ponderata per i crediti formativi di ciascun esame per tenere conto dei diversi carichi di lavoro associati, e i crediti formativi universitari ottenuti, in percentuale sul totale previsto.

«Se considerati congiuntamente, i due indicatori sono in grado di dirci non solo quanti esami hanno superato gli studenti una scuola, cioè la velocità negli studi, ma anche come li hanno superati, ovvero il profitto – hanno detto De Simone e Bernardi –. Sono entrambi aspetti cruciali del successo nei percorsi universitari: superare tanti esami ma con voti bassi farà conseguire un titolo di scarso valore, perché molte cose che andavano imparate non sono state apprese adeguatamente; specularmente, prendere ottimi voti ma in tempi lunghissimi e ben superiori alla durata legale del corso di studi, spesso riflette un amore per il perfezionismo che non sempre si concilia con le esigenze di rapidità e concretezza della società contemporanea». Una recente ricerca della Fondazione Agnelli (I nuovi laureati. La riforma del 3+2 alla prova del mercato del lavoro) ha rivelato che i datori di lavoro tengono in forte considerazione l’età di conseguimento della laurea e spesso preferiscono laureati molto giovani, sebbene non a pieni voti, a laureati con voti alti, ma sulla soglia dei trent’anni.

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