Ciclovia Alpe Adria in sicurezza: in arrivo 2,2 milioni per i lavori

Dalla Regione i fondi per intervenire su 60 km di pista tra Moggio e Coccau Individuate le criticità (ponti e parapetti). Da completare il tratto fino a Venzone

PONTEBBA. Due milioni e 200 mila euro per mettere in sicurezza 60 chilometri della ciclovia Alpe Adria. È la misura dello stanziamento deciso dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Territorio, Graziano Pizzimenti, per il tratto della pista ciclabile che va da Moggio Udinese a Coccau. «Si tratta – racconta – di una prima tranche di fondi per eseguire interventi considerati in codice rosso e dare tranquillità a chi percorre i primi chilometri dal confine di stato di questa spettacolare pista ciclabile».

I 140 mila passaggi all’anno e il grande successo internazionale riscosso dalla Alpe Adria «ci spingono – prosegue Pizzimenti – a investire molto sulla sicurezza delle ciclabili e sullo sviluppo ulteriore della rete regionale, nella convinzione che il cicloturismo sia uno degli assi più importanti del turismo in Fvg e dello sviluppo economico dei prossimi anni».


I lavori saranno svolti da FvgStrade, al cui interno opera un nucleo specializzato per la mobilità ciclabile, che ha stimato in circa 4, 5 milioni di euro il piano di interventi complessivo necessario alla messa in sicurezza dell’Alpe Adria. Dopo questi interventi più urgenti in codice rosso, toccherà a codici gialli (per oltre 1, 8 milioni) e verdi (405. 000 euro). A essere interessato delle opere di manutenzione, in particolare, sarà il tratto fra Pontebba e Moggio, dove si sono evidenziate le problematiche maggiori.

«Questo stanziamento – precisa Ivan Buzzi, sindaco di Pontebba e presidente dell’Unione territoriale intercomunale Canal del Ferro Valcanale – nasce anche dal lavoro fatto dagli uffici dell’Uti. Sono state individuate le criticità che interessano, soprattutto, ponti e parapetti sul tracciato. Sono soddisfatto perché è stata data risposta puntuale a criticità segnalate da tempo» La pista ciclabile “Alpe Adria” si snoda lungo un percorso di 400 chilometri dall’austriaca Salisburgo a Grado.

Premiata come “pista ciclabile dell’anno” nel 2015 alla fiera “Fiets en Wandelbeurs” di Amsterdam, attraversa una buona fetta della nostra regione. Da completare rimane il tratto fra Moggio e Venzone: i ciclisti che partono da Tarvisio possono arrivare sino alla vecchia stazione ferroviaria moggese, ma poi il percorso si interrompe.

Da qui, gli appassionati delle due ruote si trovano di fronte a un bivio: scendere verso il centro del paese e poi immettersi nella Statale, con le auto a sfrecciare vicino a loro, oppure inforcare la bici e muoversi lungo la strada di Campiolo, che però ha un fondo ghiaioso.

Qualche “nodo” da risolvere riguarda la cartellonistica, come nel tratto da Gemona al ponte di Braulins dove le indicazioni sono poco chiare, oppure in centro a Cervignano: qui, per 1, 2 chilometri sono assenti indicazioni su come riallacciarsi all’itinerario ciclabile.

Non mancano, inoltre, alcuni tratti di sterrato. In progetto, spiega il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, c’è anche il collegamento del tracciato da Carnia a Tolmezzo utilizzando il vecchio sedime ferroviario, con un investimento di 3 milioni di euro «e da qui – spiega Mazzolini – creare delle bretelle che colleghino il capoluogo con varie località carniche, dove ci sono tratti ciclabili già esistenti, creando un indotto notevole». —


 

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