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Maltempo, in Carnia distrutti tralicci e chilometri di linee elettriche: 1,5 milioni di danni

Paluzza, il presidente Boz alla Regione: cinque metri di fascia di rispetto non bastano, dateci la possibilità di tagliare le piante dei privati

2 minuti di lettura

PALUZZA. Gli alberi sono caduti sui tralicci e sui cavi della media e alta tensione distruggendo chilometri di linee elettriche. Si attesta intorno a 1,5 milioni di euro la stima dei danni contabilizzata dalla Secab, la società cooperativa che produce e fornisce energia a mezza Carnia.

Più passano i giorni e più la conta dei danni diventa drammatica: «Dobbiamo rifare – conferma il presidente Andrea Boz – almeno due chilometri di linea». Il problema è serio, se non si definiscono le opere preventive, come la creazione di aree di rispetto che vadano oltre la larghezza attuale, al prossimo alluvione Secab rischia di trovarsi nella medesima situazione.

Ecco perché il presidente chiede alla Regione di «dare la possibilità, con un’ordinanza commissariale, ai distributori di energia di sostituirsi ai proprietari per tagliare le piante a ridosso delle linee elettriche». Boz ricorda che, nei giorni del maltempo, Secab ha fronteggiato 14 interruzioni sulla linea elettrica di media tensione e sei su quella di bassa tensione.

«La fascia di rispetto larga cinque metri è insufficiente», insiste il presidente facendo notare che «se una pianta è alta 30 metri può partire anche diversi metri prima e arrivare sulla linea». Da qui la necessità di un’ordinanza commissariale per consentire ai distributori di intervenire per conto dei privati se questi non lo fanno.

Gli impianti più danneggiati sono quelli di Comeglians con la centrale di Mieli e la centrale di Enfretors che è completamente da rifare. Criticità non nuove su quest’ultimo impianto: il Cda della Secab ha già previsto un investimento di 7 milioni di euro per spostarlo dall’altra parte del torrente. «In alcuni punti – insiste Boz – la condotta di acqua sta reggendo la montagna».

Altrettanto critica la situazione in altri punti della valle del But dove l’acqua ha trascinato via opere di presa raggiungibili, in questo momento, solo in elicottero. Nonostante i danni, le squadre di pronto intervento hanno garantito le forniture elettriche in tempo di record.

E come se non bastasse Secab si è trasformata anche in una società di mutuo soccorso correndo in aiuto dei Comuni serviti dall’Enel rimasti al buio.

«Dopo aver garantito l’energia al 90 per cento delle nostre utenze abbiamo soccorso Arta Terme», continua Boz ricordando che un’operazione analoga potrebbe coinvolgere pure Paularo dove restano in azione 17 generatori di corrente. Nel comune della val d’Incarojo si punta sulla sistemazione della linea del Duron per consentire l’intervento di Secab.

«In questo momento – conferma il sindaco di Paularo Daniele Di Gleria – è la strada più percorribile perché Secab con le sue linee arriva già fino a Ligosullo». Stando alle stime di Enel la situazione non si sbloccherà prima di tre settimane. È davvero una corsa contro il tempo.

«Noi siamo sempre in emergenza. I 17 generatori non ce la fanno più, devono essere sottoposti a manutenzione», puntualizza Di Gleria annunciando nuove interruzioni di corrente per consentire ai tecnici di effettuare gli interventi.

L’obiettivo è provocare il minor disagio possibile ai commercianti, alle attività produttive e al centro anziani che non può rimanere al buio. Un intervento di manutenzione si completa in quattro ore e quindi l’interruzione avrà questa durata. In Carnia si punta a salvare anche la stagione sciistica.

Sullo Zoncolan l’impianto di innevamento artificiale, che consuma una quantità di energia equivalente a quella di 2 mila utenze domestiche, può entrare in azione grazie a Secab.


 

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