Cerca di accendere la stufa con l’alcol e si ustiona a 13 anni

Incidente domestico per una ragazzina, ricoverata a Udine. La fiammata le ha provocato lesioni soprattutto alle braccia

Paura a Brugnera per un incidente domestico. È stata investita da una fiammata una ragazzina di 13 anni, che aveva provato a riscaldarsi gettando dell’alcol sulla stufa. La ragazzina è ricoverata in condizioni non gravi all’ospedale civile di Udine e presto, forse già entro la fine della settimana, sarà dimessa. La giovane è una sportiva e la sua squadra le ha dedicato striscioni di auguri e post sui profili social.

Secondo una prima ricostruzione la 13enne al momento dell’accaduto si trovava da sola in casa. La ragazzina aveva cominciato a sentire un po’ di freddo e allora ha afferrato una confezione di alcol e l’ha spruzzato sulla stufetta, ottenendo però un effetto imprevisto.


Si è sprigionata una fiammata che l’ha investita in pieno corpo senza tuttavia intaccarle il viso. Le condizioni peggiori riguardavano le braccia. È stata la stesa ragazzina a dare l’allarme. Sono stati avvertiti i genitori e l’equipaggio più vicino del 118. La 13enne è stata così trasportata dopo i primi accertamenti all’ospedale di Udine, dove è stata ricoverata. La giovane si è sottoposta a ulteriori analisi, che hanno evidenziato i miglioramenti dei tessuti intaccati dal fuoco.

La ragazzina resta ricoverata al Santa Maria della Misericordia, in attesa di lasciare l’ospedale e fare finalmente ritorno a casa. La 13enne pratica uno sport molto popolare (non precisiamo quale per tutelare la riservatezza della minore) e gioca già in una formazione senior in un campionato che si disputa in Friuli Venezia Giulia. Fa parte anche di una selezione under 18.

La notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno nella società sportiva che l’ha tesserata da poco. Il presidente e i dirigenti fanno il tifo per lei. Così come tutte le componenti delle squadre che formano la galassia societaria. Proprio nel recente fine settimana le sue compagne di squadra hanno formato una frase di incoraggiamento, ognuna mostrando al pubblico del palasport e al fotografo una lettera per comporre così il suo nome. Smaltite le conseguenze di questa brutta disavventura l’adolescente potrà tornare a praticare il suo sport preferito, probabilmente soltanto dopo una visita di idoneità sportiva. Ha rischiato molto, ma il peggio è passato.


 

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