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Spaccio e festini a base di cocaina: all'autoscuola la droga era in regalo

L’autoscuola è stata posta sotto sequestro nei giorni seguenti per consentire ai carabinieri di passare al setaccio i locali e trovare riscontri alle ipotesi investigative. In silenzio davanti al giudice lo studente Giulio Lenarduzzi  

MANIAGO. Coca-party notturni a Maniago, la difesa dei due indagati, padre e figlio ha depositato istanza di riesame per chiedere la revoca delle misure cautelari.. Gli avvocati Luca Spinazzé e Francesco Mion che assistono Claudio Lenarduzzi, 55 anni, titolare dell’omonima autoscuola maniaghese e suo figlio Giulio Lenarduzzi, studente ventenne, sono persuasi di riuscire a ridimensionare la vicenda.

Lo studente è in carcere, il papà, invece, agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Sono accusati di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Si incorre in questa ipotesi di reato anche se si regala la droga. È questa l’ipotesi prospettata al momento dagli inquirenti.



I carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Spilimbergo hanno documentato un paio di episodi la scorsa estate in cui un gruppetto di amici, fra i quali c’erano anche i due indagati, hanno chiuso la serata trascorsa nei locali cittadini con un “tiro” di cocaina, consumata al riparo da sguardi indiscreti, all’interno dell’autoscuola. Lo spazio veniva utilizzato in orario notturno, non durante il giorno e tanto meno durante l’attività lavorativa, da quanto è emerso nelle indagini.

Nella comitiva, composta da uomini e donne, sempre gli stessi, non figuravano peraltro clienti dell’autoscuola, si trattava di amici degli indagati. Gli investigatori ritengono che padre e figlio regalassero lo stupefacente ai loro amici. Un grammo di cocaina, fra l’altro, costa 80 euro.

Ieri mattina in carcere il giudice per le indagini preliminari Rodolfo Piccin ha interrogato Giulio Lenarduzzi. Assistito dagli avvocati Spinazzé e Mion lo studente si è avvalso della facoltà di non rispondere. Venerdì è fissato invece l’interrogatorio di garanzia del padre Claudio Lenarduzzi dinanzi al gip Piccin.

L’indagine della Procura di Pordenone è partita a maggio, a seguito di molteplici segnalazioni e riferimenti raccolti dai detective dell’Arma. In agosto, con un fulmineo blitz notturno, i carabinieri hanno interrotto un festino.

L’autoscuola è stata posta sotto sequestro nei giorni seguenti per consentire ai carabinieri di passare al setaccio i locali e trovare riscontri alle ipotesi investigative.

È nato un secondo filone investigativo che a ottobre ha portato alla denuncia per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio di nove giovani maggiorenni residenti a Maniago, Cavasso Nuovo, Castelnovo e Vajont.

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