Addio a Zamberletti, padre della ricostruzione del Friuli terremotato

Giuseppe Zamberletti

È morto a Varese a 85 anni, Giuseppe Zamberletti. Il padre della protezione civile e della ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976, quando fu nominato commissario straordinario del Governo dal presidente Aldo Moro. Le esequie si terranno, martedì 29 gennaio alle ore 10.30 presso la Basilica di San Vittore a Varese

UDINE. È morto a Varese a 85 anni, Giuseppe Zamberletti. Il padre della protezione civile e della ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976, quando fu nominato commissario straordinario del Governo dal presidente Aldo Moro.

Da tempo malato, era ricoverato in ospedale. Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, lo ricorda come «un amico, un maestro, una guida».

«Oggi perdiamo uno straordinario conoscitore della fragilità del nostro paese - ha aggiunto - un uomo che per primo intuì la necessità di distinguere la fase del soccorso in emergenza da quella fondamentale della previsione e della prevenzione dei rischi naturali».

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I funerali di Stato martedì a Varese

Il Governo ha deciso di disporre i funerali di Stato per Giuseppe Zamberletti. Le esequie si terranno, martedì 29 gennaio alle ore 10.30 presso la Basilica di San Vittore a Varese. La camera ardente, allestita nella sala Consiliare di Palazzo Estense a Varese, sarà aperta oggi dalle ore 15 alle 19 e nella giornata di domani, lunedì 28 gennaio, dalle ore 9 alle 19.

Padre della ricostruzione del Friuli terremotato

Zamberletti è stato parlamentare della Democrazia Cristiana fin dal 1968 e si è sempre occupato di temi riguardanti la sicurezza dei cittadini.

Nel 1972 ha ricoperto l'incarico di Sottosegretario all'Interno nei governi presieduti da Aldo Moro e da Giulio Andreotti, con la delega per la Pubblica sicurezza, l'antincendio e protezione civile.

In occasione del terremoto del 1976 in Friuli, Zamberletti fu nominato Commissario Straordinario per assicurare il coordinamento dei soccorsi. Nel 1980, a seguito del terremoto abbattutosi sulla Campania e la Basilicata, la sua esperienza di Commissario Straordinario si ripete.

Zamberletti: "La ricostruzione del Friuli è un modello anche oggi"

L'esperienza maturata lo porta al convincimento che le calamità, sia naturali che legate all'attività dell'uomo, non possono essere fronteggiate soltanto con una attività di mero soccorso, ma possono essere previste, prevenute e mitigate nei loro effetti mediante l'operatività stabile di una struttura creata ad hoc.

Così nel 1981 verrà incaricato dal presidente della Repubblica, Sandro Pertini, di predisporre, quale alto commissario, gli strumenti organizzativi della nuova protezione civile, e nel 1982, nominato Ministro per il coordinamento della protezione civile, diventa Capo del Dipartimento appena creato. «È il giorno - ricorda la Protezione civile - in cui, in Italia, si volta pagina nella gestione delle calamità sul territorio nazionale.

Un percorso che terminerà con la legge 225 del 1992 che rappresenterà il traguardo di un progetto iniziato dieci anni prima». Zamberletti sarà Ministro organizzatore e coordinatore del nascente sistema nazionale di protezione civile per il 1982 e poi ancora dal 1984 al 1987 in gran parte sotto la Presidenza di Bettino Craxi.

Dopo la fine dell'esperienza ministeriale, Zamberletti non si è più allontanato da quel mondo che lui stesso aveva creato: la passione, l'impegno per la protezione civile non lo faranno mai desistere dall'interessarsi della materia, tanto che nel 2007 viene nominato Presidente della Commissione Grandi rischi, incarico alla cui scadenza, proseguirà ancora, nella carica di Presidente emerito, che ha mantenuto sino alla fine.

La visita di Zamberletti a Portis



Il cordoglio della politica

Mattarella: "La Repubblica gli è grata per quanto ha dato alla comunità". «La scomparsa di Giuseppe Zamberletti mi addolora profondamente e, in questa ora, desidero esprimere alla sua famiglia il mio sentimento di vicinanza e la partecipazione affettuosa del popolo italiano al cordoglio. Il tratto cordiale, qualità riconosciuta della personalità di Zamberletti, ha rafforzato la sua capacità di dialogo e la naturale disposizione al servizio delle istituzioni e della comunità.

Chiamato spesso in campo come l'uomo delle situazioni difficili, Zamberletti, nella sua lunga attività parlamentare e di governo è stato uomo di realizzazioni concrete, proiettato alla costruzione di servizi più moderni ed efficienti, capace di coinvolgere le autonomie territoriali e le formazioni intermedie nell'opera del bene comune». Così il presidente della repubblica Sergio Mattarella ricorda la figura di Zamberletti.

«Al suo impulso e alla sua guida - aggiunge - si deve la costituzione del dipartimento della Protezione civile, contributo importante alla crescita e alla sicurezza del nostro Paese.

Le esperienze di soccorso e di ricostruzione seguite ai terribili terremoti del Friuli e dell'Irpinia, la straordinaria impresa del salvataggio dei boat-people vietnamiti profughi nel mar della Cina, calamità che Zamberletti affrontò da commissario, portarono governo e Parlamento a dotare il Paese di una struttura in grado di intervenire nelle emergenze con professionalità e tecnologie adeguate, mettendo in campo un'organizzazione efficiente, divenuta sempre più struttura d'eccellenza, capace di coinvolgere e valorizzare il contributo del volontariato. La Repubblica gli è grata per ciò che ha saputo dare alla comunità».

Fedriga: "Grazie per aver dato un futuro al Fvg". «Grazie per quello che hai fatto per la nostra terra, grazie per aver ridato speranza e futuro alla nostra gente». È il pensiero che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, rivolge a Giuseppe Zamberletti, il padre della Protezione civile scomparso all’età di 85 anni.

«Se il Friuli è uscito con grande slancio prospettico dal post terremoto del 1976 - aggiunge Fedriga - lo si deve anche all’opera di colui che, nelle vesti di commissario straordinario per l’imponente emergenza, seppe valutare capacità e determinazione di un territorio storicamente e culturalmente mai domo, delegando ai sindaci molte importanti competenze e coordinando al meglio quello che è ormai conosciuto e riconosciuto nel mondo come il modello Friuli».

Zamberletti: commozione nel vedere questi luoghi ricostruiti

«La nostra regione - conclude il governatore - sa apprezzare chi le fa del bene e non dimentica, tributando un saluto composto quanto sincero e riconoscente».

Casini: "Un dc tra i più intelligenti e preparati". «Ricordo con commozione Giuseppe Zamberletti che è stato un simbolo tra i più significativi della ricostruzione italiana dopo le tragedie dei terremoti degli anni ’70 e ’80. A lui si deve, tra le altre, l’invenzione del sistema di protezione civile che tanto è stata preziosa per il nostro Paese. È stato un democratico cristiano tra i più intelligenti e preparati. Con Cossiga e quella generazione ha dato un contributo importante all’Italia e come tale mi auguro che venga ricordato dalle istituzioni e dal Parlamento». Lo dice in una nota Pier Ferdinando Casini.

Fontanini: "Dolore per la scomparsa di un uomo che ha reso possibile il Modello Friuli". “Giuseppe Zamberletti è stato l’uomo che ha reso possibile ricostruire in pochi anni e in maniera esemplare il Friuli dopo il terremoto del 1976. E se oggi possiamo parlare orgogliosamente di ‘modello’ lo dobbiamo anche e soprattutto alla sua intuizione di adottare per la prima volta nel nostro Paese il metodo del decentramento amministrativo, attuato attraverso il coinvolgimento diretto dei sindaci dei Comuni colpiti dal sisma nella gestione dell’emergenza e nella successiva fase della ricostruzione”.

Lo ha detto il sindaco di Udine Pietro Fontanini. “Come friulano e sindaco di Udine non posso che esprimere un profondo dolore per la scomparsa di questo grande uomo, cui va la riconoscenza di tutto il Friuli e la cui memoria deve essere onorata estendendo il modello da lui delineato e attuato a tutto il nostro Paese”, conclude Fontanini.

Riccardi: Il Friuli perde un amico e una guida. "Ci ha lasciati un grande amico, un uomo che per la nostra regione è stato una guida, un padre che con mano sicura ci ha condotti fuori dall'emergenza del terremoto del '76. Se c'è un nome che a pronunciarlo mette d'accordo tutti è quello di Giuseppe Zamberletti".

Con queste parole il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, commenta la scomparsa, avvenuta nella tarda serata di ieri, all'età di 85 anni, dell'allora commissario straordinario per il coordinamento dei soccorsi del terremoto in Friuli.

"Dobbiamo ricordare Zamberletti - ha continuato Riccardi - perché è stata sua l'intuizione e la volontà di creare il dipartimento nazionale della Protezione civile. In questo compito, accanto alla grande preparazione ed esperienza, ha saputo donare tutta la sua umanità diventando per migliaia di volontari di tutta Italia una guida e anche un amico, un maestro". "Ho perso un amico, un uomo - conclude il vicegovernatore - che ha sempre saputo darmi i giusti consigli con la sua spontaneità e semplicità".

Serracchiani: "L'Italia perde un vero servitore dello Stato"

«L'Italia perde un vero servitore dello Stato, retto e capace nel suo agire, mite e determinato. Zamberletti lascia un esempio scolpito nelle molte opere che testimoniano il suo impegno per la salvaguardia del nostro Paese. Il Friuli Venezia Giulia conserverà sempre un ricordo affettuoso e riconoscente per quest'uomo con il quale non è mai venuto meno un legame anche umano».

Così la deputata Debora Serracchiani (Pd), già presidente della Regione, esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Zamberletti, fondatore della Protezione civile.

«Vorrei non andasse perduta - aggiunge Serracchiani - la memoria della profonda e cordiale umanità di Zamberletti, la sua continua disponibilità e generosa curiosità verso gli altri. Ho avuto la fortuna di conversare a lungo con lui in varie occasioni ricevendo sempre un arricchimento che andava oltre lo scambio delle idee». «Questo - conclude - era un elemento sempre presente e percepibile in chi gli stava accanto».

De Monte: "Perdiamo un uomo simbolo della rinascita del Friuli"

«Perdiamo un grande uomo e una figura chiave per il Friuli, la sua storia e il suo presente. Se oggi siamo ciò che siamo lo dobbiamo anche a questa persona straordinaria, che non smetteremo mai di ricordare e ringraziare».

Lo afferma l'eurodeputata Pd Isabella De Monte commentando la scomparsa di Giuseppe Zamberletti. «Nel mio piccolo, da vicesindaco a Pontebba ho vissuto in prima persona l'esperienza difficile della gestione di un'alluvione e ho capito l'importanza della Protezione civile, il cui ruolo è davvero fondamentale.

Zamberletti ha creato un modello che viene considerato da tutti un esempio straordinario ed è uno degli uomini simbolo della ricostruzione, di un Friuli che ha saputo rialzarsi e tornare a camminare con slancio e grande determinazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari esprimo il mio profondo cordoglio e la mia vicinanza», conclude De Monte.