Pavimenti da rifare tempi lunghi per i lavori alla palestra ex Ipsia



«L’Uti Friuli Centrale si dia una mossa a sistemare la palestra Ipsia il cui pavimento è stato danneggiato dal maltempo di ben tre mesi fa e che è utilizzata dagli studenti e da molte associazioni tra pallacanestro, atletica e ginnastica. Da fine ottobre l’Uti Friuli Centrale, che per competenza deve intervenire sulla struttura, non ha fatto niente per risolvere il problema». La denuncia arriva dal presidente della Libertas Tolmezzo, Francesco Martini. La dirigente scolastica dell’Isis Solari, dal canto suo, non vedendo risolta la situazione, per motivi di sicurezza vi ha sospeso le lezioni di educazione fisica dei suoi studenti. «Alla Libertas – prosegue Martini– non è arrivata nessuna comunicazione dall’Uti Friuli Centrale e ci aspettiamo che sistemi la palestra. Durante le vacanze di Natale l’impianto è rimasto inutilizzato e nessuno ha pensato di eseguire i lavori. Ci hanno detto che aspettavano si asciugasse il pavimento. Quanto? Un mese, due, tre? Anziché aspettare ferragosto potevano attivarsi più concretamente. La tecnologia, neanche così sofisticata, viene in aiuto in questi casi – chiosa Martini – a partire dal riscaldamento. Dopo il disastro di quella sera (casualmente passavo di lì e l’ho segnalato io che pioveva a dirotto sul parquet), cosa è stato fatto per rimediare? Se questo è il genere di pronte risposte ai problemi, se chiudono l’Uti Friuli Centrale, non se ne accorge nessuno. Avevamo chiesto – aggiunge – vista la situazione, ancora a dicembre, uno sconto. Nulla. L’utilizzo della palestra ci costa 14 euro l’ora». Martini mostra quanto l’8 dicembre aveva scritto al Comune, come interlocutore tra l’associazione e l’Uti, rilevando che da circa un mese la palestra era praticabile solo parzialmente a causa dei danni al parquet. Per questo tramite il Comune la Libertas Tolmezzo chiedeva almeno la restituzione del 50% di quanto versato per l’utilizzo completo della struttura. La risposta era stata picche: la palestra era stata comunque utilizzata e l’Uti non aveva sospeso le relative autorizzazioni. Se la Libertas avesse ritenuto di non utilizzare la palestra fino ad avvenuta sistemazione del pavimento, avrebbe potuto, si esplicitava, chiedere la sospensione dell’autorizzazione con conseguente ricalcolo dell’importo dovuto. «Fanno finta – protesta Martini – di non capire la richiesta. Si parla tanto di montagna, di supporto a chi vive in montagna, a chi fa sport in montagna e poi, alla prova dei fatti, ci trattano così. Sistemino quella palestra e alla svelta! ». —


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