Aquileia apre le porte della domus di Tito Macro: i tesori vengono alla luce dopo il restauro - Video

Presentato l'innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della “Domus di Tito Macro”, all’interno dei fondi Cossar

Aquileia svela un nuovo gioiello: ecco la Domus di Tito Macro



AQUILEIA.
Aquileia svela un altro gioiello prezioso della sua incomparabile bellezza di città romana. È stato presentato questa mattina, lunedì 11 febbraio, l’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della “ Domus di Tito Macro”, all’interno dei fondi Cossar.

La casa, una delle più vaste tra quelle rinvenute nel Nord Italia, è stata oggetto di scavo da parte dell’università di Padova, in convenzione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, sulla base di un progetto promosso e finanziato dalla Fondazione Aquileia e sostenuto dalla Regione Fvg e da Arcus/Ales Spa.

Il progetto è stato realizzato dal gruppo coordinato dall’architetto Eugenio Vassallo, a capo del raggruppamento temporaneo di professionisti vincitori del concorso d’idee bandito dalla Fondazione Aquileia.

I lavori, invece, sono stati realizzati dall’associazione d’imprese guidata da CP Costruzioni e composta da Eu. Co. Re, CMT ed Elettro 2 S. La presentazione è - al momento - riservata per ora ai soli mezzi di comunicazione, in quanto, precisa la Fondazione «si tratta ancora di un’area di cantiere e pertanto per i gruppi saranno organizzate visite su prenotazione», saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni, il presidente di Ales Spa, Mario De Simoni, i progettisti e i rappresentanti delle imprese che hanno condotto i delicati e innovativi interventi di ricostruzione e restauro.

A breve, inoltre, saranno calendarizzate per i cittadini alcune visite all’interno delle strutture completate per permettere ai visitatori di percorrere gli spazi interni a piccoli gruppi.

L’area archeologica è parte di uno degli isolati meridionali di Aquileia romana, delimitato da una strada nord-sud, di cui qui si conserva il basolato, e da un asse viario parallelo messo in luce più a ovest ma attualmente non visibile.

«I recenti scavi – chiarisce la Fondazione Aquileia – hanno consentito di riconoscere, nel settore centrale dell’area archeologica, il perimetro di un’unica grande casa, che si sviluppava trasversalmente fra i due assi stradali.

L’impianto, dell’inizio del I secolo dopo Cristo, gravitava su uno spazio centrale scoperto, circondato da un ambulacro mosaicato e dotato di una fontana, che si addossava al lato orientale.

Su questo giardino si affacciava l’ambiente principale della casa, con semplice superficie musiva a fondo bianco, oggetto, nel corso del tempo, di diversi rifacimenti. Verso est, adiacenti alla strada, sono state riconosciute delle botteghe.

A ovest, invece, esisteva probabilmente una seconda area scoperta, sulla quale si affacciavano diversi ambienti della parte privata della casa».

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