La partita decisiva alla Corte di giustizia Ue, c'è lo spauracchio sanzioni

UDINE. Il braccio di ferro tra Unione europea e Regione Friuli Venezia Giulia sul bonus carburante è vecchio di 12 anni, ma le prossime settimane potrebbero segnare una svolta decisiva. Perchè l’ultima mossa della Commissione Ue è stata il ricorso alla corte di giustizia di Strasburgo per violazione della Direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici.

Una brutta botta: se il ricorso della Commissione dovesse essere accolto, la Regione rischia infatti, oltre all’addio agli sconti, anche delle sanzioni per la violazione della Direttiva.

L’avvocatura della Regione lavora a testa bassa sulla memoria difensiva legata al ricorso della Commissione europea sul “bonus” benzina, e intanto l’assessore regionale all’Energia Fabio Scoccimarro, guarda in prospettiva, immaginando il futuro della norma contesa.

Un futuro che chiama in causa direttamente i petrolieri cui Scoccimarro ha chiesto di ridurre il prezzo del carburante alla pompa di 1 o 2 centesimi. Poca cosa per società robuste come quelle petrolifere che alla Regione consentirebbe però di liberare 3 milioni di euro circa da investire, sotto il cappello della stessa norma, in sostegno all’acquisto di auto elettriche, alla dismissione o all’ammodernamento di impianti di carburante.

Il tutto garantendo lo stesso risparmio ai conducenti. «Abbiamo un mese di tempo per presentare la nostra memoria difensiva e la nostra intenzione è quella di difendere la norma in vigore dall’Europa dei burocrati - ha detto ancora Scoccimarro -: non sono accettabili le imposizioni di Bruxelles che ormai ha perso ogni parvenza di quell’Unione nata per una politica economica europea, divenuta ora egemone anche in settori non di competenza e sovranità nazionale.

La Corte costituzionale ci aveva già dato ragione nel 2011, ma Jean Claude Juncker e i suoi euroburocrati hanno pensato di prevaricare le nostre istituzioni nazionali. Mi auguro che il nuovo Governo europeo si impegni per creare un regime unico europeo di tassazione dei Paesi membri sui prodotti petroliferi». Nei giorni scorsi lo stesso assessore si è recato a Roma per un vertice con i funzionari del Ministero per approntare una linea di difesa comune.

Ma la partita resta complicata e la bocciatura degli sconti da parte della corte di Strasburgo, oltre a far inviperire centinaia di migliaia di utenti, rischia di creare un buco nei conti della Regione per i mancati incassi dovuti alla tassazione sulla benzina.
 

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