Cannabiscienza, la start-up riferimento per i medici

Tutto comincia da qui: «Davvero può fare bene? ».

Poi è un crescendo. La casella di posta elettronica intasata di e-mail, il telefono che non smette di squillare. «Dove la trovo? » oppure «posso usarla per questa patologia? », ma anche «quale varietà devo prescrivere ai pazienti? ». Al centro dell’interesse di questa curiosità dilagante c’è la cannabis medica.


Bombardati di richieste, Andrea Cristofoletto (28enne di Martignacco laureato in lingue e comunicazione d’impresa alla Cattolica di Milano) e Viola Brugnatelli (28 anni con una laurea in neuroscienze alla Dundee University, in Scozia) si sono decisi: creiamo uno strumento capace di agevolare la classe medica e la popolazione all’accesso di queste conoscenze.

I due uniscono ricercatori d’eccellenza sul tema e così nasce Cannabiscienza, la prima start-up italiana per la formazione scientifica sulla cannabis medica e il sistema endocannabinoide e la prima start-up innovativa a vocazione sociale del Friuli Venezia Giulia, approvata dal ministero per lo Sviluppo Economico.

Una realtà nata a Udine (sede legale in via Aquileia) nel marzo del 2018, ma in pochi mesi è cresciuta sensibilmente, “costringendo” il team a muoversi un po’in tutta Italia, spostando la base a Milano. «Il tema, nonostante esistano numerose pubblicazioni scientifiche a riguardo, non è così conosciuto in Italia quindi il nostro obiettivo era creare un sistema per raggiungere più persone possibile – spiega Cristofoletto –. Abbiamo perciò pensato a una piattaforma di e-learning di settore con lezioni, aggiornamenti e approfondimenti realizzati da esperti».

Cannabiscienza Academy, così si chiama la piattaforma, è diventata un riferimento per professionisti, medici, ma anche pazienti e imprenditori che vogliono formarsi. «Questo nostro contenitore di informazione non è elitario, ma accessibile a chiunque – aggiunge –. Da dicembre sono attivi due corsi fondamentali aperti a tutti, più un terzo, che serve a targhettizzare i farmacisti e i chimici italiani. Nei prossimi mesi ne usciranno altri tre diretti preferenzialmente a medici, nutrizionisti e biologi».

Ecco fornita l’occasione, per gli stessi professionisti, di apprendere così nuove conoscenze «su temi non trattati ancora nelle università».

Curiosando sul sito www. cannabiscienza. it è possibile scoprire quali sono le patologie che possono trarre beneficio dalla cannabis medica, come si può assumere, cos’è esattamente. «Bisognerebbe mettere il focus sul fatto che in Italia le leggi permettono al medico di prescrivere l’uso della cannabis terapeutica. Le persone, invece, fanno confusione tra cannabis light e cannabis medica: ma la prima non ha nulla a che vedere con la seconda».

La sostanza, «che non è un elisir», porta però numerosi benefici «nel controllo di nausea, vomito, mancanza di appetito principalmente nei pazienti sottoposti a chemioterapia e al controllo di alcune forme di dolore cronico come quello neuropatico, ma anche nel trattamento dei dolori da spasticità muscolare». –

M. T.

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