Vaccini, i voti dei genitori e la salute dei loro figli

Camon: un ministro, anzi “il” ministro per eccellenza, rovina nella memoria dei bambini una lezione di etica sociale, impartendo una di tattica politica. La fetta di adulti, quindi votanti, collegata al rifiuto della vaccinazione è molto bassa, ma in una battaglia politica serrata può contare

UDINE. È stato detto che i bambini piccoli, sotto i 6 anni, riuniti in un’aula è come se fossero immersi in una piscina infiammabile, e la suora, l’infermiera, la maestra, l’adulto, un altro bambino non vaccinato che s’avvicina è come se fosse un fiammifero acceso: rischia di farli morire.

È un’immagine traumatizzante, perciò non la usiamo mai. Ma adesso ci balza alla mente perché c’è un ministro, anzi “il” ministro per eccellenza, il quale propone che s’ignori la vaccinazione obbligatoria, e si permetta ai bambini non vaccinati di frequentare la scuola e l’asilo.

L’intenzione, di per sé nobile, è quella di non sprecare tutto quello che i bambini hanno imparato finora, e di permettergli di raggiungere la fine dell’anno scolastico. Imparare quel che c’è da imparare in questo scorcio di anno è certo una buona cosa.

Ma che ne è dei bambini a rischio? Di quelli che, a contatto con i non vaccinati, corrono il pericolo di ammalarsi di una malattia che non possono reggere?

Abbiamo assistito con ammirazione alle classi che si vaccinavano in blocco per creare un ambiente immune dall’infezione e fornire così protezione a qualche compagno, fosse pure uno solo, che non poteva vaccinarsi perché non reggeva la vaccinazione.

Quella era una grande lezione di educazione civica. Tutti per uno. La classe come una famiglia, i compagni come fratelli, si cresce insieme, s’impara insieme, e insieme si mette in pratica quel che s’impara.

Adesso un ministro, anzi “il” ministro per eccellenza, rovina nella memoria dei bambini questa lezione di etica sociale, impartendo una lezione di tattica politica. La fetta di adulti, quindi votanti, collegata al rifiuto della vaccinazione è molto bassa, ma in una battaglia politica serrata può contare.

Allentando le norme sulla vaccinazione obbligatoria si può raccattare quella fettina, o una parte di essa, e crescere.

È la solita tattica politica italiana: puntare sull’interesse politico immediato, lasciando perdere l’interesse sociale sui tempi lunghi. Curare i voti dei padri, e trascurare la salute dei figli.

È una mossa furba, non intelligente. Mostra un politico di partito, non di Stato. Spero, con tutto il cuore, che fallisca. —

 

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