Bonus anti-povertà, l'altolà dell'assessore: vietato cumularli. E la Regione vigilerà sui furbi del Reddito

Dalla Regione al massimo 750 euro, dallo Stato da 780 a 1.320 euro al mese. Il Comitato di controllo ha esaminato i risultati in 3 anni del sostegno anti povertà

UDINE. Gli aiuti economici alle famiglie in difficoltà del Friuli Venezia Giulia non sono cumulabili. E per evitare che qualcuno possa fare il furbo, provando a sommare l’incentivo regionale, la Mia, e il Reddito di cittadinanza del governo gialloverde, ci penserà Insiel.

Alla società informatica della Regione, infatti, è stato affidato il compito di accertare eventuali abusi, incrociando le banche dati a disposizione.

«Chi chiede e ottiene il Reddito - conferma l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen - non avrà automaticamente più il diritto alla Mia. Chi invece rinuncia a presentare domanda per il Reddito, potrà continuare a usufruire della Mia, almeno finchè sarà in vigore. Ma certamente i due assegni non potranno essere sommati».

Anche perchè se un ipotetico truffatore volesse aggiungere ai 780 euro del Reddito altri 750 (è il limite massimo) dell’integrazione regionale, si farebbe uno stipendio da 1530 euro, cioè quanto quello di un impiegato o di un operaio specializzato che lavora otto ore al giorno e fa pure un po’ di straordinari. Ecco quindi che scenderà in campo la task force di Insiel per “stanare” potenziali approfittatori.

Riguardo i numeri della Mia (Misura attiva di sostegno al reddito) voluta dalla giunta Serracchiani e per la quale nel 2018 sono stati stanziati 30 milioni di euro (quest’anno scesi a 8, proprio perchè si attende l’entrata in vigore dell’aiuto statale) c’è da segnalare che il 29% di beneficiari è composto da nuclei familiari interamente formati da stranieri, un altro 12,1% di nuclei con almeno un componente straniero, il 45% del totale beneficiari tra Ue ed extra Ue.

L’indice di povertà relativa delle famiglie in Friuli Venezia Giulia è calato rispetto al recente passato quando era il più alto del Nord Italia (6,9% nel 2017) rapportato al dato nazionale (12,3% nel 2017) e del Nord Italia (5,9% nel 2017). Passati al setaccio anche la condizione professionale dei beneficiari (il 32,3% risulta occupato) e il luogo di residenza.

Sono alcuni tra gli indicatori del monitoraggio sui quali si è concentrata l’attenzione del Comitato per la legislazione il controllo e la valutazione riunitosi mercoledì 13 marzo, alla presenza del presidente Franco Iacop e dell’assessore Riccardo Riccardi e allargato ai componenti della III Commissione, per una prima presentazione sintetica dei risultati ottenuti dal provvedimento nel triennio di sperimentazione 2015-2018.

Così come disposto dalla clausola valutativa inserita nella legge regionale (L.R. 15/2015) che ha introdotto le misure di inclusione attiva e di sostegno al reddito in Friuli Venezia Giulia – ha ricordato Iacop – il Consiglio regionale è tenuto a controllare e a valutare l’efficacia dei risultati ottenuti, per stabilire eventuali decisioni di riforma delle norme.



Fin qui il bilancio della Mia. Ma c’è appunto anche il Reddito di cittadinanza che si candida a prenderne il posto pure in Friuli Venezia Giulia e che dovrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi, tra aprile e maggio. L’apparato di supporto all’avvio del provvedimento sta per essere messo a punto. In particolare 20 addetti, tra impiegati e dirigenti, hanno vinto il concorso regionale (erano state presentate 2 mila domande) e saranno distribuiti nei vari Centri per l’impiego disseminati sul territorio, dalla Carnia a Trieste.

«Saranno stanziate ulteriori risorse da parte del governo - ha confermato l’assessore Rosolen - per rafforzare ulteriormente i Centri per l’impiego. È stato stabilito nell’ultima conferenza Stato-Regioni, svoltasi martedì». «Abbiamo raggiunto un accordo con le Regioni sul decreto legge del Reddito di cittadinanza. Si è trattato di una lunga mediazione, che ha portato a un risultato, un numero: 11.600.

È il totale dei nuovi addetti che nei prossimi due anni arriveranno nei Centri per l’impiego. Sommati agli 8000 attuali dipendenti ci permetterà di arrivare a 19.600 operatori in due anni nei Cpi. Nessun Governo ha mai dato in passato così tante risorse e nuove assunzioni ai Centri», ha dichiarato il vicepremier Di Maio.

Non altrettanto chiara, al momento, è la situazione dei cosiddetti navigator, coloro cioè che dovrebbero fare da “tutor” ai beneficiari del reddito, vagliando le offerte di lavoro adatte.

«Sono assunti direttamente dall’Anpal servizi che fa riferimento al Ministero del Lavoro - ha ribadito Rosolen - e le Regioni, la nostra come tutte le altre, non c’entrano nulla con i navigator. Il loro numero non ci è stato comunicato, semplicemente perchè non esiste ancora la convenzione. Da quando la legge entrerà formalmente in vigore, al massimo nei 30 giorni successivi, si potranno stipulare le convenzioni. Ma attualmente il decreto con tutti i dettagli del Reddito è ancora in Parlamento, in attesa di conversione».
 

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