Riccardi: cambiare rotta stranieri troppo favoriti

«La povertà è stata ridotta, non la tensione e il disagio» «Ben il 18% di chi percepisce l’assegno ha un lavoro fisso»

UDINE. «Gli aiuti alle famiglie in difficoltà sono troppo sbilanciati a favore degli stranieri. La giunta Serracchiani è intervenuta a suo tempo e la povertà, in Friuli Venezia Giulia, si è ridotta, anche se partivamo dalla percentuale più alta di tutto il Nord.

Ma non basta perché disagio sociale e tensioni sono aumentati. Io faccio sempre lo stesso esempio, quello della vedova con la pensione minima e la casetta di proprietà: ecco questo è l’identikit di chi è stato tagliato fuori dalla Mia, mentre invece uno straniero è stato avvantaggiato. Non voglio fare il leghista, ma poi si capisce perché Salvini arriva al 40%.

La gente queste le cose le vede e le sa». Il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi non le manda a dire. A suo avviso sulla Mia «bisogna cambiare rotta, dando priorità ai friulani». Una sorta di «prima gli italiani», lo slogan salviviano che ha fatto le fortune elettorali della Lega.

«Serve un’inversione di rotta rispetto alla Mia voluta dal centrosinistra perché, dopo tre anni, i numeri ci dicono che in Friuli Venezia Giulia l’intervento, pur iniziando a incidere sull’abbattimento della povertà, ha generato uno squilibrio rilevante a favore degli stranieri. La domanda da porsi è se questi numeri siano anche l’evidenza di un malessere sociale che va subito indagato», ha ribadito Riccardi, dopo aver illustrato in sede di Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione del Consiglio regionale allargato alla III Commissione i dati sulla Mia (Misura attiva di sostegno al reddito) adottato nella passata legislatura.

Si tratta di dati riferiti a domande presentate tra il 22 ottobre 2015 e il 22 ottobre 2018. Secondo l’Istat, la quota stimata di famiglie in condizione di povertà relativa nel 2017 in Friuli Venezia Giulia ha segnato un decremento di 3,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. «Quando tra i beneficiari della Mia hai il 45,4 per cento del totale che sono stranieri – ha rilevato tuttavia Riccardi – è evidente che c’è una sproporzione rispetto al rapporto tra i cittadini italiani e stranieri che vivono in Friuli Venezia Giulia».

Nello specifico, sul totale dei beneficiari stranieri, il 65 per cento è composto da nati in Paesi extra Ue, il 10,5 per cento in Paesi comunitari e il 25 per cento, in gran parte dato da minori, è nato in Italia. «Chi ha prodotto la Mia nella passata legislatura lo ha generato in spregio all’equilibrio che andava introdotto in un provvedimento così delicato. Noi invece guardiamo con favore alle misure che proteggano anzitutto i cittadini italiani».

Riccardi, tra i dati di spicco, ha evidenziato che il 18% dei beneficiari ha un lavoro a tempo indeterminato e questo fa capire «che c’è un problema di reddito». Si è infine soffermato sulla concentrazione della domanda di Mia negli agglomerati urbani e la sua distribuzione.

«Nei Comuni fino ai 3 mila abitanti – ha riferito – si registrano mediamente l’1,9 per cento di richiedenti ogni 100 residenti; l’incidenza sale di poco al 2,3% nei Comuni tra 3 mila e 8 mila abitanti, per attestarsi al 3,8 nei Comuni al di sopra degli 8 mila abitanti e raggiungere nei Comuni capoluogo quote molto più rilevanti, a Udine il record».

 

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