La palestra ex Ipsia è inagibile scuole e associazioni sfrattate

Il presidente della Libertas contro l’Uti: vergogna, abbiamo problemi da ottobre I lavori sono iniziati senza preavviso e proseguiranno almeno fino al 29 aprile



Associazioni furiose con l’Uti Friuli centrale sulla palestra ex Ipsia utilizzata da scuole e cittadini: da fine ottobre, quando il maltempo ne aveva danneggiato il parquet, i lavori sono partiti solo il 7 marzo, ma senza avviso ai sodalizi, che si sono ritrovati davanti un impianto sportivo ancora più pericoloso.


«Si vergognino – tuona il presidente della Libertas Tolmezzo, Francesco Martini rivolgendosi all’Uti Friuli centrale, a cui la Regione ha affidato palestre e scuole superiori carniche –. Il parquet danneggiato potevano levarlo subito, se intendevano sostituito. Hanno il coraggio di dire ora che i tempi dipendono da quanto ci metterà il sottofondo ad asciugarsi? Ci hanno creato problemi da ottobre, non dal 7 marzo, gli storni economici li diano da allora. Siamo entrati in palestra, scoprendo solo lì che erano iniziati i lavori. Nessuno ci aveva avvisato che buona parte del parquet era stato levato e abbiamo fatto allenamento in condizioni precarie. Noi andremo alla pista di atletica, ma nel caso di altre società sportive (tipo la Pallacanestro) e delle scuole è diverso. L’Uti Friuli centrale se ne frega di chi deve utilizzare la palestra. La dirigente scolastica dell’Isis Solari di sua iniziativa ha spostato i ragazzi, che ora fanno educazione fisica sballottolati un po’ al palazzetto dello Sport e un po’ alla palestra Falcone. L’Uti Friuli Centrale il 7 marzo ha iniziato i lavori, senza avvertire nessuno, neanche il Comune. Le prime società sportive che ci sono entrate lo hanno scoperto da sole. La Regione deve affrontare il problema: le scuole e palestre della Carnia non può lasciarle ancora all’Uti Friuli Centrale, è un disastro per noi».

L’assessore Mario Mazzolini è arrabbiato: «Io non so più come pormi – dice – nei confronti di quell’ente così lontano da noi. Il Comune sull’utilizzo delle palestre nel fuori orario sta facendo il lavoro che dovrebbe fare l’Uti Friuli Centrale (su autorizzazioni, nulla osta, comunicazione delle tariffe) e lo facciamo solo per aiutare le nostre associazioni (non c’è solo la Libertas, ci sono anche “Piani di Vas” o quelle di Volley, Pallacanestro, ginnastica), ma gli introiti se li prende quell’ente di pianura che non si degna neanche di avvisarci dell’avvio lavori e quando chiediamo spiegazioni, si limitata a scusarsi, a dirci che dureranno almeno fino al 29 aprile (il sottofondo in calcestruzzo deve asciugarsi per la posa del parquet). È lontano dai problemi delle nostre comunità. È davvero necessario che le palestre e le scuole superiori vengano in capo alla nostra Uti. Noi come Comune facciamo i salti mortali, gratuitamente, con il nostro personale, assumendoci oneri che non sono nostri. Lo facciamo per le nostre associazioni, ma serve correttezza. E i disagi per scuole e associazioni durano da mesi». —



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