Calano furti e rapine ma in Fvg crescono reati legati alla droga e le truffe su internet

Flessione dei casi complessivi in regione dal 2017 al 2018. Resta però alto l’allarme sociale per i colpi nelle abitazioni 

Cala il numero complessivo dei reati in Friuli Venezia Giulia – nell’arco di tempo compreso tra il 2017 e il 2018 –, così come la cifra di quelli legati a furti e rapine. Allo stesso tempo, però, in regione va registrato un aumento dei delitti correlati allo spaccio di sostanze stupefacenti e pure alla truffe e alle frodi informatiche.

Sono questi i dati – statistici e che dunque vanno maneggiati con cura – del Centro elaborazione interforze (Ced) del Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno (dove confluiscono i numeri dei reati commessi e rilevati dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale) e contenuti nella parte introduttiva del Programma sicurezza 2019 della Regione.

Il piano sicurezza in pillole

  1. Le differenze annuali. Cala il numero complessivo dei reati in Friuli Venezia Giulia. Nel periodo compreso tra il 2017 e il 2018, infatti, il dato complessivo parla di una diminuzione da 34 mila 294 a 32 mila 550.
  2. Le tipologie di furto. I furti rappresentano ancora la principale tipologia di delitto compiuta in regione (44,60% del totale). Particolarmente significativi, inoltre, sono i “colpi” nelle abitazioni, nelle automobili in sosta, i furti con destrezza e quelli negli esercizi commerciali.
  3. I casi in aumento. Cambia la modalità dei reati in Friuli Venezia Giulia. Rispetto al passato, infatti, nel territorio regionale aumentano i reati legati alla droga e le truffe informatiche


I dati della sicurezza per il Friuli Venezia Giulia

I dati complessivi dei reati commessi nel 2018 sul territorio del Friuli Venezia Giulia, e come detto elaborati dal Ced del Viminale, segnano una flessione, in termini assoluti, rispetto a due anni fa. Complessivamente, infatti, parliamo di un passaggio dai 34 mila 294 del 2017 ai 32 mila 550 del 2018. Se inoltre, sempre lo scorso anno, i furti hanno subito una flessione rispetto al 2017 – scendendo da 16 mila 145 casi a 14 mila 509 –, è anche vero che questo tipo di delitto continua a costituire quello di entità numerica più elevata tra tutti i fatti criminosi presenti nell’analisi del Ced – siamo attorno al 44,6% del totale, mentre nel 2017 la percentuale era pari al 47,08% – e pure tra quelli che suscitano il maggiore allarme sociale.



All’interno della tipologia dei furti, poi, emergono in particolare le fattispecie relative a quelle nelle abitazioni (3 mila 436), nelle automobili in sosta (mille e 713), a quelle con destrezza (mille e 448) e a quelle negli esercizi commerciali (mille e 342). Per quanto riguarda i reati, inoltre, possiamo dire che in linea generale a fronte di una diminuzione del numero di rapine, violenze sessuali e danneggiamenti, bisogna registrare una crescita, invece, di quelli legati agli stupefacenti e alle frodi informatiche.

Il confronto sui quattro capoluoghi

Considerazioni, queste, che valgono in linea generale perché analizzando nel dettaglio la situazione dei singoli territori si scopre come le differenze non siano banali. Così, ad esempio, mentre le rapine sono diminuite a Trieste e Udine, sono rimaste sostanzialmente invariate sia a Pordenone sia a Gorizia. Allo stesso tempo, inoltre, in territorio giuliano va registrata una diminuzione significativa delle violenze sessuali – scese da 54 episodi a 34 – mentre sulle due sponde del Tagliamento sono sensibilmente aumentati i reati legati in una maniera o nell’altra allo spaccio di sostanze stupefacenti. A Udine, nel dettaglio, siamo passati dai 204 casi del 2017 ai 269 del 2018, mentre a Pordenone da 106 a 173.



Fino a questo punto, in ogni caso, parliamo dei dati forniti direttamente dal Viminale, ma nella parte iniziale del Programma sicurezza, gli uffici regionali aggiungono un’altra serie di variabili riportando alcuni dati della relazione sull’attività 2018 della Corte d’Appello di Trieste e una serie di analisi effettuata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in corso. «La relazione sull’attività del 2018 – si legge – conferma quanto emerge dall’analisi dei dati statistici, in ordine alla complessiva riduzione dei delitti commessi, con riferimento a furti, scippi e rapine. In aumento invece gli episodi di stalking, anche commessi da minorenni, i processi per prostituzione e pornografia minorili. Riguardo ai flussi migratori, sono sensibilmente aumentati i procedimenti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L'attacco del M5s all'esecutivo Fedriga: "Ora basta propaganda elettorale"

«L’assessore Pierpaolo Roberti e la maggioranza – ha detto il consigliere regionale del M5s Mauro Capozzella – continuano a fare propaganda sul tema della sicurezza, quando invece serve una seria organizzazione del servizio di Polizia locale basata sulle reali esigenze del territorio. Il centrodestra fa leva sulla percezione, senza invece affrontare le reali necessità sul fronte della sicurezza.

Ecco quindi che anche il Programma discusso in Commissione prevede finanziamenti a pioggia senza andare ad affrontare la problematica in maniera organica, partendo da un adeguato disegno del territorio per poi organizzare di conseguenza il servizio di Polizia locale. Pordenone e Cordenons rappresentano in questo senso un esempio virtuoso: i due Comuni hanno deciso di unire le forze, senza l’imposizione di un’Uti, attraverso una convenzione che prevede un unico corpo di Polizia locale e assumendo nuovi agenti sulla base delle reali esigenze riscontrate».

Opposta, invece, l’opinione del presidente della V Commissione, il leghista Diego Bernardis per il quale gli stanziamenti sono «un significativo passo in avanti per investimenti adeguati a garantire la sicurezza dei cittadini del Friuli Venezia Giulia» considerato come «nonostante i dati regionali parlino di un generale calo dei reati nel 2018 rispetto al 2017, la nostra amministrazione ha deciso di aumentare gli investimenti nel comparto della sicurezza per contribuire a contrastare quelle situazioni di crimine che persistono e inficiano il quieto vivere delle nostre comunità».



Ulteriore stanziamento per tutti gli enti locali

Oltre ai contributi contenuti nel Programma sicurezza, la giunta ha predisposto un ulteriore fondo specifico che può contare su una dotazione di 3 milioni di euro a favore di tutti i Comuni.

La ripartizione prevede una quota fissa per tutti pari a 10 mila euro e la restante parte suddivisa in maniera proporzionale alla popolazione residente. La spartizione delle singole poste deve essere ancora ufficializzata, ma la bozza prevede, appunto, stanziamenti per tutti i 215 Comuni del Friuli Venezia Giulia. La cifra più sostanziosa va – considerati i criteri residenziali utilizzati – a Trieste che porta a casa 236 mila 763 euro grazie ai 226 mila 763 legati alla quota proporzionale in virtù degli abitanti.

Il secondo stanziamento maggiormente sostanzioso, quindi, è destinato a Udine con 120 mila 439 euro, quasi il doppio di quello, in questa tranche di finanziamenti, a favore di Pordenone (66 mila 738) e triplo di Gorizia (48 mila 187). Per Monfalcone, quindi, viene staccato un assegno da 41 mila 191 euro, Sacile ne ottiene 32 mila 089 e Cordenons, sempre a titolo esemplificativo, 30 mila 208. In fondo a questa particolarissima graduatoria, invece, troviamo Preone con 10 mila 259 euro, Dogna 10 mila 186 e Drenchia 10 mila 125. Attenzione, però, perché, come detto, la graduatoria è provvisoria e potrebbe ancora cambiare se, ad esempio, qualche Comune dovesse rinunciare alla propria quota di fondi per la sicurezza.