Dalle telecamere allo spray al peperoncino: ai Comuni oltre 4 milioni per la sicurezza

Pronto il via libero definitivo in giunta al Programma 2019 preparato dall’assessore Roberti e già approvato dal Cal

Manca soltanto il definitivo via libera della giunta regionale, ma ormai il Programma sicurezza 2019 della Regione – che oggi, martedì 19 marzo, ha “scavallato” anche l’esame in Commissione – è pronto per diventare realtà con una dotazione finanziaria totale, per l’anno in corso, di 4,4 milioni di euro.

Complessivamente i finanziamenti sono divisi in tre tranche separate. La prima è destinata soltanto a quei Comuni in cui è attivo un vero e proprio Corpo di polizia locale che, lo ricordiamo, necessita di almeno dodici operatori in pianura oppure otto in territorio montano.

Stiamo parlando, dunque, di 17 municipi che potranno contare su 3 milioni in parte capitale e 1,4 in parte corrente. Per quanto riguarda i primi 3 milioni, entrando nel dettaglio, questi vengono divisi in interventi prioritari e non prioritari. Nel primo caso si tratta di 1,8 milioni da utilizzarsi su opere decise dalla Regione e che potranno riguardare l’installazione di impianti di videosorveglianza e lettura intelligente delle targhe, oppure il miglioramento dell’armamento, delle sedi e delle sale operative della polizia locale. A ogni Comune andranno almeno 50 mila euro, con la cifra che salirà a 80 mila per i quattro capoluoghi di provincia, mentre 747 mila euro saranno poi suddivisi in base alla popolazione residente e altri 83 mila calcolandoli il numero di operatori.

I restanti 1,2 milioni, invece, potranno essere spesi – oltre che per le medesime finalità dei prioritari e a condizione di completare prima quelli ritenuti indifferibili – per le dotazioni tecnico-strumentali (acquisto di manette non ancora presenti in ogni Comune nonostante l’obbligo di legge, manganelli e lo spray al peperoncino tanto per citare alcuni esempi), per i veicoli oppure per il miglioramento dei collegamenti informatici e telematici. Oltre a questa cifra verrà inoltre suddivisa anche quella relativa alla parte corrente che, come detto, vale 1,4 milioni.

Una somma, questa, composta da 900 mila euro per l’ordinaria amministrazione (si passa dall’acquisto delle divise alla manutenzione autoparco fino alla gestione della videosorveglianza, sempre a titolo esemplificativo) e ripartiti secondo una quota fissa (30 mila euro che salgono a 40 mila per i quattro Comuni capoluogo) e una proporzionale ai residenti e 500 mila euro a bando aperto a tutti i Comuni su progetti specifici rivolti al contrasto di fenomeni criminosi (ad esempio anti-spaccio, oppure di contrasto alla violenza sulle donne o anti-bullismo). In quest’ultimo caso le proposte progettuali saranno finanziate secondo l’ordine risultante dalla graduatoria prevista dall’apposito bando – fino all’esaurimento delle risorse – con i seguenti tetti di spesa da non superare: fino a un massimo di 40 mila euro per i Comuni capoluogo; fino a 25 mila per i Municipi, anche in forma associata, con popolazione superiore ai 25 mila abitanti; fino a 15 mila per quei Comuni in cui non vivono più di 25 mila abitanti. —


 

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