«Il cibo non è buono», protestano i migranti ospitati alla Meloni

Martedì hanno manifestato in gruppo davanti all’ex caserma. Il sindaco Zanette: «La struttura sia destinata agli alpini»

TARVISIO. «Alla Cavarzerani, a Udine, mangiavamo bene. Qui, invece, non è altrettanto. Pasta e riso, le carni e il pesce non sono ben preparati e alcuni di noi hanno anche avuto problemi intestinali, tanto che abbiamo anche dovuto chiedere l’intervento del medico, che dovrebbe venire giovedì 28 a visitarci».

Ha ancora qualche incertezza nell’esprimersi in italiano, ma non nell’illustrare il suo malcontento uno dei 37 pakistani ospiti del centro di accoglienza per richiedenti asilo all’interno dell’ex caserma Meloni di Coccau. Insoddisfazione sfociata martedì pomeriggio, verso le 16, nella protesta inscenata proprio davanti all’ex caserma Meloni: prima in strada poi, all’arrivo dei carabinieri, occupando la scalinata che dalla strada statale 13 porta all’ingresso della struttura.

Contestazione, come hanno confermato gli stessi carabinieri di Tarvisio, di breve durata e conclusasi senza problemi di sorta. Parlando con i diretti interessati è arrivata la conferma sui perché di quel malumore: il problema non è sulla tipicità dei cibi, «per noi non è di rilevante importanza poter mangiare piatti tipici della nostra tradizione, dipende dalla qualità del cibo portato al centro dal servizio catering.

Stiamo andando a Tarvisio– ci hanno spiegato, quando abbiamo incrociato alcuni richiedenti asilo ospitati a Coccau mentre procedevano a piedi lungo la Pontebbana –, per fare provviste in un negozio, due di noi sono 4-5 giorni che mangiano pochissimo».

Nella struttura che li ospita, all’interno dell’ex caserma Meloni, la responsabile della cooperativa sociale che gestisce l’accoglienza, la Medihospes con sede legale a Bari, non ha inteso rilasciare dichiarazioni in merito alla protesta dei migranti.

Sull’accaduto il sindaco di Tarvisio, Renzo Zanette, non ha voluto commentare «una questione che riguarda altre istituzioni», ma ha ribadito l’auspicio che l’ex caserma Meloni, vista anche la vicinanza alla ciclabile Alpe Adria, a breve «possa essere destinata a un uso consono alla sviluppo turistico, in particolare quale sede di un centro di addestramento delle truppe alpine».

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